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Per Mps incubo senza fine, Bce vede criticità su patrimonio e non solo. Giorgetti: verso nuove grane da risolvere

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La Bce tiene i fari ben accesi non solo su Genova, con il commissariamento di Banca Carige, ma anche sull’annoso problema Mps. La banca senese, controllata dallo Stato, è alle prese con il delicato piano di ristrutturazione che presenta dei fattori di debolezza su più fronti. La stessa Mps venerdì sera ha comunicato di aver ricevuto il mese scorso la lettera della Bce che se da un lato conferma i requisiti Srep richiesti, dall’altro pone l’accento sulle debolezze che stanno emergendo in questi mesi, complice anche l’effetto spread,  e sulla questione crediti deteriorati. La BCE ha inoltre evidenziato le debolezze che la banca deve affrontare, inclusa la redditività più bassa di quanto previsto dal Piano.

 

La reazione del mercato è stata repentina e oggi il titolo Mps è stato sospeso per eccesso di ribasso per poi arrivare a cedere oltre il 9% a 1,367 euro, non lontano dai minimi storici toccati lo scorso novembre. Negli ultimi 12 mesi il titolo ha ceduto il 65%.

 

La lettera di fuoco della Bce, patrimonio e redditività sotto stress

La BCE ha inviato alla banca una lettera, datata 5 dicembre, in cui rimarca l’incapacità della banca di emettere la seconda tranche di un prestito obbligazionario junior; mancata emissione che ha danneggiato la sua posizione patrimoniale, così come l’aumento dello spread. Stando a quanto riportato da Bloomberg, la banca senese intende contattare gli investitori per la vendita di obbligazioni garantite già questa settimana. Il piano che sta portando avanti l’amministratore delegato Marco Morelli prevede il taglio dei costi e la cessione di crediti in sofferenza.

 

La lettera del mese scorso della vigilanza Bce è una bozza di decisione che stabilisce anche i requisiti prudenziali, basati sul processo di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process, SREP). La versione finale è prevista entro il primo trimestre 2019, al termine del processo SREP. Secondo la bozza, la BCE richiede a MPS di mantenere un requisito patrimoniale SREP complessivo (Total SREP Capital Requirement, TSCR) dell’11% a livello consolidato, che include un requisito minimo di Pillar 1 (P1R) dell’8% e un requisito aggiuntivo di Pillar 2 (P2R) del 3%. Il P2R è quindi invariato rispetto al 2018.

 

Per quanto riguarda la guidance, secondo la bozza, la BCE si aspetta che MPS si adegui su base consolidata ad un P2G dell’1,3%, rispetto all’1,5% del 2018.

Tutti questi livelli devono essere confermati dopo il completamento del processo SREP e inclusi nella decisione finale, che dovrebbe essere rilasciata entro il primo trimestre del 2019.

Le parole preoccupate di Giorgetti

Nuovi nodi da sciogliere che sono ben chiari agli occhi del governo, come confermano le parole del sottosegretario Giorgetti. “Auspico che Mps risolva tutti i problemi, ma se non sarà così, il governo dovrà farsene carico responsabilmente”, ha detto nel weekend il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

“Il mio auspicio è che Mps abbia risolto tutti i problemi; e se non sarà così, il governo dovrà farsene carico responsabilmente. Non si scappa davanti al problema del credito perché quando si parla di credito si parla di depositanti di aziende, è una cosa complicata”, sono state le parole di Giorgetti.

Capitolo Npl

Con specifico riferimento alla copertura dei crediti deteriorati (Non-Performing Loans, NPL), Mps ha ricevuto alcune raccomandazioni dettate dall’obiettivo della BCE di assicurare costanti progressi nella riduzione dei rischi preesistenti nell’area dell’euro e conseguire lo stesso livello di copertura per le consistenze e i flussi di NPL in un orizzonte di medio termine. Nel dettaglio la Bce raccomanda di implementare, nei prossimi anni (fino alla fine del 2026) un graduale aumento dei livelli di copertura sullo stock di crediti deteriorati in essere alla fine di marzo 2018, secondo una logica complementare alle indicazioni fornite nell’Addendum alle Linee guida della BCE per le banche sui crediti deteriorati (NPL) generati a partire da Aprile 2018.

 

Dubbi su successo piano, pesa anche impennata spread

La BCE evidenzia che la posizione patrimoniale è stata indebolita dall’impossibilità di emettere la seconda tranche di obbligazioni T2 entro la fine del 2018 e dagli impatti diretti e indiretti della dinamica dello spread BTP-Bund, soprattutto considerando la significativa esposizione di MPS al debito sovrano italiano.

Inoltre, la bozza di lettera mette in evidenza le significative sfide poste dal piano di ristrutturazione sul lato del funding e sulla capacità di MPS di attuare con successo la propria strategia di raccolta, viste le turbolenze che si stanno verificando nei mercati italiani.