Mps, il mercato scommette sul rilancio dell’offerta Mediobanca
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Mps sugli scudi in attesa del rilancio dell’offerta Mediobanca. Il mercato ci crede e aspettando il consiglio di amministrazione (cda) odierno il titolo si muove in territorio positivo. Le stime di mercato vedono al momento all’orizzonte un possibile rilancio nella forchetta 500-700 milioni.
Al centro del cda
Il consiglio di amministrazione di Mps dovrà decidere se aggiungere una componente in contanti all’offerta di scambio per Mediobanca. In particolare, la banca guidata da Luigi Lovaglio valuterà se colmare lo sconto della sua offerta rispetto ai corsi di Borsa di Piazzetta Cuccia: una distanza che alla chiusura di venerdì era di 700 milioni di euro. Una mossa che potrebbe dare lo sprint finale all’offerta su Piazzetta Cuccia che Siena ha subordinato al conseguimento di almeno il 35% del capitale di Mediobanca.
Le adesioni
A poco più di una settimana dalla fine dell’offerta, che scadrà l’8 Settembre, le adesioni hanno raggiunto il 28,7% del capitale. Le azioni consegnate giovedì all’Ops del Monte dei Paschi su Mediobanca, e che hanno fatto balzare le adesioni al 27,1%, sono riconducibili interamente al gruppo Caltagirone, titolare del 9,9% di Piazzetta Cuccia. Inoltre, per effetto del buyback di 385 milioni, a cui è seguito l’annullamento a luglio del 2,4% del capitale di Mediobanca, il capitale di Piazzetta Cuccia si è rarefatto, aumentando al contempo il peso delle quote dei singoli azionisti di rilievo. La prossima settimana, quindi, quando arriveranno tutte le comunicazioni di Borsa relative alle varie percentuali, la somma delle partecipazioni dei due maggiori soci di Mediobanca — la Delfin della famiglia Del Vecchio e il gruppo Caltagirone — apportata all’offerta si attesterà quindi non lontana dal 31-32%.
Il rilancio e i tempi
Un rilancio cash avrebbe a questo punto l’effetto di incentivare le adesioni da parte degli investitori istituzionali, agevolando il superamento della soglia del 50% che permetterebbe al Monte di avere il controllo di diritto di Mediobanca, di utilizzare i suoi crediti fiscali sul bilancio di Piazzetta Cuccia e di dispiegare appieno le sinergie attese dall’integrazione.
In realtà Lovaglio ha sempre sostenuto che “la nostra offerta è fair, tenuto specialmente conto che Mps è sottovalutata rispetto ai fondamentali. Era così quando siamo partiti con l’operazione e lo è ancora adesso. Credo che il valore che andremo a creare sia molto chiaro e tangibile per gli azionisti di entrambi gli istituti, specialmente per quelli di Mediobanca. Avremo una politica di distribuzione dei dividendi molto generosa – il 100% degli utili – con una crescita a due cifre dei dividendi per azione. Che sia una operazione molto vantaggiosa è fuori discussione”. Ma il ruolo del mercato è sempre più importante e sarà chiave, anche alla luce dell’andamento dei due titoli che saranno anche condizionati dalle voci sugli eventuali prelievi sulle banche che il Governo potrebbe deliberare con la Manovra.
I tempi dell’offerta, ora fissati all’8 settembre, potrebbero slittare o riaprirsi dopo il 15 Settembre, con un possibile nuovo cda di Mediobanca dopo l’assemblea del 28 Ottobre.
Secondo Equita, “le recenti vendite da parte dei membri del patto di consultazione di Mediobanca evidenziano come la base di investitori che aveva sostenuto l’offerta di Banca Generali da parte di Mediobanca all’ultima assemblea (35% del capitale) possa trasformarsi in un potenziale overhang sul titolo. Restiamo dell’idea che un miglioramento delle condizioni dell’offerta possa favorire un consenso più ampio tra gli azionisti”.