Notizie Notizie Italia Mps-Bpm, la contromossa all’Opas Intesa passa da una fusione a incastro

Mps-Bpm, la contromossa all’Opas Intesa passa da una fusione a incastro

20 Luglio 2026 09:50

Il risiko bancario italiano continua a tenere banco e prende forma una possibile contromossa all’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Dopo le riserve espresse giovedì scorso dal cda del Monte – dal prezzo giudicato non congruo ai nodi su sinergie, antitrust e cessione di filiali – l’asse con Banco Bpm emerge sempre più come un’alternativa concreta sul tavolo.

L’idea di una fusione a cascata

Il Monte ha fatto intendere che c’è una chiara preferenza a valutare un’aggregazione con Banco Bpm, definendo questa ipotesi “bisognosa di un approfondimento completo e rigoroso”. Secondo indiscrezioni dell’agenzia Adnkronos, l’ad Luigi Lovaglio e il presidente di Mediobanca Vittorio Grilli starebbero lavorando a una fusione “a cascata” tra Siena e Piazza Meda, con il coinvolgimento indiretto di Credit Agricole Italia.
Ruolo centrare sarebbe quello dei francesi di Credit Agricole, primo azionista di Banco Bpm con circa il 30%, che nella nuova configurazione sarebbero socio di riferimento arrivando – secondo le simulazioni di Deutsche Bank – a detenere una quota tra l’11% e il 12% del gruppo risultante.

Generali e Axa

L’operazione avrebbe ricadute ben oltre il perimetro bancario. Al centro della partita resta infatti il 13% circa di Generali detenuto da Mps tramite Mediobanca, snodo strategico che potrebbe riaprire scenari di consolidamento anche nel settore assicurativo, con il ritorno ciclico dell’ipotesi di un interesse della francese Axa per il Leone di Trieste.

Il dossier è osservato con attenzione anche sul fronte politico. Il possibile rafforzamento di Crédit Agricole in un gruppo che gestirebbe una quota rilevante del risparmio italiano rischia di riaccendere il tema del golden power, come già sottolineato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti vale anche tra banca italiana e banca italiana qualora siano in gioco equilibri di sicurezza economico-finanziaria.

I dettagli dell’offerta di Intesa

L’offerta di Intesa, giudicata non congrua dal cda di Mps, prevede un corrispettivo composto da 1,6 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione e da 1 euro in denaro per ciascuna azione Mps e incorpora un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale dell’azione Mps del 5 giugno scorso.
Per evitare problemi di antitrust, Intesa ha dichiarato che cederà metà delle filiali di Monte Paschi a Unipol, che a sua volta le trasferirebbe a Bper.

Analisti non vedono (ad oggi) alternative a offerta Intesa

Nel frattempo il mercato resta scettico sulla reale praticabilità di alternative all’offerta di Intesa. Diversi analisti sottolineano come un rilancio sul fronte cash da parte di Ca’ de Sass potrebbe risolvere alcune criticità, mentre altri vedono nell’Opas l’unica opzione concreta nel breve. Secondo Barclays un eventuale incremento della parte in contanti dell’offerta di Intesa Sanpaolo risolverebbe alcune delle criticità sollevate dall’istituto senese. Kepler Cheuvreux ritiene invece che ad oggi non ci sia alcuna reale alternativa all’Opas di Intesa.

Ma a Siena il cantiere resta aperto: l’obiettivo è evitare uno spezzatino e costruire un terzo polo insieme a piazza Meda.