Notizie Notizie Italia Mps respinge Intesa (“prezzo Opas inadeguato”) e strizza l’occhio a Bpm

Mps respinge Intesa (“prezzo Opas inadeguato”) e strizza l’occhio a Bpm

17 Luglio 2026 08:32

Mps si pronuncia sull’Opas avanzata da Intesa Sanpaolo e fa capire che il prezzo non è quello giusto. Di contro si riserva di approfondire la proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm.

Per Siena l’offerta di Messina non è adeguata

Dopo un lungo cda, ieri sera dopo la chiusura dei mercati è arrivato il comunicato dell’istituto senese che viviseziona in ogni dettagli l’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata da Intesa Sanpaolo. Quelle del cda senese sono per il momento solo delle osservazioni preliminari in attesa di esprimersi “sull’Offerta con le tempistiche, gli strumenti e secondo le modalità previste dalla legge”.

Il primo punto affrontato riguarda il corrispettivo offerto, costituito da 1,6 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione e da 1 euro in denaro per ciascuna azione Mps e incorpora un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale dell’azione Mps del 5 giugno scorso. “Tale premio appare inferiore al livello medio di premio osservato in offerte pubbliche volontarie di acquisto e/o scambio comparabili nel settore bancario italiano, pari a circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale del giorno precedente l’annuncio e a circa il 41% rispetto al prezzo medio ponderato a un mese”, taglia corto Mps che osserva inoltre come l’Offerta attribuisce a Mps una valorizzazione complessiva pari a circa 30,6 miliardi, corrispondente a un differenziale di circa 3,4 miliardi rispetto alla capitalizzazione di mercato antecedente all’annuncio dell’Opas. “Tale maggior valore – spiega la banca guidata da Luigi Lovaglio – rappresenterebbe soltanto una quota limitata del valore stimato delle sinergie prospettate dall’Offerente non sembra riflettere, tra l’altro, il cambio di controllo e il successivo break-up di Mps”.

Nei giorni scorsi l’ad di Intesa Carlo Messina aveva chiuso la porta a un eventuale rilancio del prezzo offerto ritenendolo “il massimo possibile”.

Va rimarcato che ad oggi, rispetto al momento del lancio dell’offerta, il valore del titolo di Intesa Sanpaolo è aumentato e quindi anche il valore dell’offerta sul piatto è salito di circa 3,5 miliardi rispetto ai 30,6 miliardi iniziali.

Siena aggiunge che il corrispettivo implica inoltre “un disallineamento tra il peso relativo di Mps sulla base di metriche patrimoniali e la partecipazione in Intesa Sanpaolo riconosciuta ai suoi azionisti dall’Offerta. La Banca contribuirebbe circa il 34% del patrimonio netto tangibile combinato, mentre agli azionisti Mps verrebbe riconosciuta una partecipazione pari al 22% del capitale sociale di Intesa Sanpaolo attraverso l’Offerta”.

Capitolo sinergie e rischi antitrust

Il consiglio d’amministrazione di Mps ritiene inoltre che la dimensione delle sinergie annunciate costituisca uno degli elementi centrali della tesi di creazione di valore e richieda approfondimenti circa la loro effettiva conseguibilità.
Intesa ha valutato sinergie pari a circa 2,9 miliardi annui, di cui circa 1,4 miliardi riconducibili a sinergie di ricavo e circa  1,5 miliardi a sinergie di costo.

“Le sinergie di ricavo corrispondono, infatti, a circa il 24% dei ricavi 2025 del Perimetro Mps (circa il 4% dei ricavi della combinazione), mentre le sinergie di costo rappresentano circa il 63% della base costi 2025 del Perimetro Mps (circa il 10% dei costi della combinazione). Tali valori risultano superiori rispetto a quelli osservati in operazioni di aggregazione comparabili nel settore bancario italiano, nelle quali le sinergie di ricavo e di costo sono risultate mediamente pari a circa il 7% della base ricavi e il 25% della base costi della società target”.

Un altro passaggio valuta i rischi Antitrust dell’operazione, nonostante l’accordo per cedere 635 filiali in eccesso a Unipol. Accenno anche a elementi di incertezza legati al processo di valutazione delle autorità per la concorrenza riguardo alla partecipazione di Mediobanca in Generali, in ragione del fatto che Intesa e il Leone hanno quote rilevanti nel comparto assicurazione Vita.

Porta aperta a Bpm

Il cda ha inoltre valutato la proposta di Banco Bpm, ritenendo che meriti “un approfondimento completo e rigoroso” in quanto prospetta “una possibile operazione industriale fondata sulla valorizzazione dell’intero perimetro di Mps e non presuppone la disaggregazione delle attività, della rete distributiva e del marchio della banca”. Pertanto, il cda reputa essenziale “acquisire una piena comprensione della valenza industriale dell’operazione prospettata, della sua sostenibilità finanziaria, degli impatti sul profilo patrimoniale e sulla capacità di generare valore nel medio e nel lungo periodo per gli azionisti di Mps, delle implicazioni per i clienti, i dipendenti e i territori nei quali la Banca opera storicamente”.