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Mps alza asticella su cessioni NPL, ma non basta. Mercato teme esplosione crediti deteriorati

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Avanza spedito il processo di cessione di 2,4 miliardi di non performing loan (NPL) da parte di Banca Mps che però dovrà fare i conti con uno scenario nuovamente molto avverso per l’intero settore bancario. Le tensioni sul fronte debito sono cresciute in questi mesi con le banche italiane sotto l’occhio del ciclone per la loro forte esposizione sui BTP. Banca MPS risulta uno degli istituti più vulnerabili in tal senso e un deterioramento del rapporto tra esposizione ai Btp e patrimionio netto va a incidere sul Cet1. L’istituto senese ha in pancia circa 21 mld di Btp con patrimonio sotto i 9 mld (dati al 30/06/2018).

Oggi il titolo cede quasi il 4% e ha toccato un nuovo minimo storico a 1,44 euro, con quotazioni dimezzate in poco più di 5 mesi. Da inizio anno il titolo ha ceduto oltre il 62% con capitalizzazione scesa a ridosso di 1,6 miliardi.  

 

In un report sul settore bancario gli analisti di Equita rimarcano come ai prezzi attuali le banche scontino un aumento del 30% degli NPL nei prossimi 2 anni e un rallentamento del PIL a circa +1%. La pubblicazione degli stress test il 2 novembre, rimarca Equita, potrebbe portare il mercato a scontare un aumento dei P2 requirement in caso di performance negativa (riduzione CET scenario avverso superiore all’esercizio 2016) con conseguente aumento di percezione di rischio sul capitale.

Aumento costo del funding taglia del 6% gli utili delle banche

Le banche hanno circa 188 miliardi di euro di esposizione TLTRO di cui metà in scadenza a giugno 2020. “Ipotizzando il rinnovo del 50% del funding con la Bce – argomenta Equita – le banche nel 2019-2021 devono emettere circa 4 5mld per uscire dal TLTRO, oltre a 86 mld per rifinanziare i bond in scadenza. L’aumento del costo del funding rispetto a giungo comporta un impatto negativo del 6% sugli utili. C’è poi la stretta fiscale del governo che comporta un ulteriore impatto negativo del 6% sugli utili 2019-20.

 

Capitolo NPL

La scorsa settimana, secondo quanto riferito oggi da Il Sole 24 Ore, sono arrivate le offerte non vincolanti per i 4 pacchetti di Npl nei quali il mega-portafoglio di sofferenze (di tipo unsecured, cioè non garantito), e’ stato suddiviso: un pacchetto di 1 miliardo, un altro di 800 milioni, uno piu’ piccolo da 200 milioni e un altro da 400 milioni di euro. L’advisor Pwc avrebbe selezionato quattro offerte per ogni pacchetto e a novembre si dovrebbe arrivare alla fese delle offerte vincolanti a novembre. Tra gli interessati, aggiunge il quotidiano di Confindustria, spiccano nomi quali Banca Ifis, Hoist, Cerberus, Mb Credit Solutions e Kruk.

Mps punta a superare il target di 2,6 miliardi di euro di cessioni previsto dal piano industriale per il 2018 concordato con l’UE, arrivando a quota 3,7 miliardi, incluso 1 miliardo di euro di Npl di leasing.

Altre indiscrezioni stampa odierne parlano anche del progetto di emissione di un bond subordinato da 200 mln di euro, difficile però da realizzare alle attuali condizioni di mercato.