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Mps: accordo con Ue su derisking vicino? Mercato ci crede, titolo +7%. Ma occhio a scoglio prezzo NPL

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Facendo riferimento alle ultime indiscrezioni stampa, Mediobanca Securities scrive in una nota odierna che l’Italia e la Commissione europea potrebbero essere vicine a raggiungere un accordo sul piano di derisking di Mps. L’accordo, viene segnalato in base a quanto riportato da MF, potrebbe essere siglato all’inizio di febbraio. I rumor fanno riferimento alla creazione di una bad bank in cui far confluire i crediti deteriorati della banca senese, il cui valore è stato ridotto a 11/12 miliardi di euro rispetto agli iniziali 14 miliardi.
Da segnalare che il piano di derisking viene considerato condizione sine qua non per permettere al Tesoro di uscire dall’istituto, e dunque per permettere alla stessa banca di unire le sue forze con quelle di un altro istituto. Il mercato scommette sul raggiungimento dell’intesa con Bruxelles, con il titolo che balza fin oltre +7% a quota 1,84 euro.

Il Mef e Bruxelles sono tuttavia distanti soprattutto su un aspetto del processo di derisking: Bruxelles vorrebbe che i crediti deteriorati venissero prezzati al valore di mercato, al fine di evitare a tutti i costi l’ipotesi di un aiuto di Stato; l’Italia punta invece a un accordo che non svaluti in modo eccessivo gli NPL,per prevenire che una eccessiva svalutazione dei non performing loans finisca per andare a detrimento di quei ratio sul capitale stabiliti dalle autorità di regolamentazione a cui l’istituto deve attenersi.
Mediobanca Securities ricorda anche che difficilmente eventuali investitori privati interessati al dossier avvicinerebbero la banca, nel caso in cui non fossero protetti da uno scudo contro i rischi legali.

Sulla base di questi presupposti, gli analisti di Mediobanca scrivono che, a loro avviso, i negoziati tra l’Italia e le autorità europee stiano andando tuttora avanti e che un accordo debba essere ancora trovato (e questa sarebbe la conseguenza implicita del fatto che la scadenza per la presentazione del piano di exit strategy di Mps è stata rinviata da quella originale, che era stata fissata per la fine del 2019″.
“Non è ancora chiaro – si legge nella nota – il prezzo a cui gran parte degli NPE residui dovrebbe essere creata. In questo contesto, nella nostra nota “Banca Monte Paschi Siena (Neutral, TP EUR 1.80) – Multiples reflect risks and returns – di R.Rovere & A.Filtri – pp9″, abbiamo calcolato che il raggiungimento di un NPE ratio lordo attorno al 5% potrebbe far scendere il CET1 Ratio attorno all’11% (erodendo dunque 150 punti base di CET1 Ratio), livello che non riteniamo confortevole alla luce di altri possibili rischi derivanti da ostacoli, come le nuove linee guida dell’Eba e Basilea IV. Crediamo anche che il derisking della banca dovrebbe considerare in qualche modo i rischi legali che siedono sul bilancio di MPS”.
Mediobanca Securities affronta anche il capitolo redditività di Mps, facendo notare che la banca ha un ROTE del 2% e che, a suo avviso, questo livello dovrebbe essere confermato anche nel futuro prevedibile, visto che è improbabile che la pressione del NII si smorzi presto, e visto che il costo del rischio pari a 50-55 punti base appare compatibile con lo scenario macroeconomico debole dell’Italia”. Gli esperti stimano una crescita del ROTE a quasi il 3% nel 2020 e inferiore al 4% nel 2021, anche se questi obiettivi potrebbero essere messi a rischio dalla necessità di emettere nuove passività MREL, anche se bilanciata (difficile dire se interamente o in modo parziale) dai benefici che arriverebbero dai minori costi della raccolta grazie a un ulteriore de-risking”.
Considerati tutti questi elementi, per Mediobanca Securities l’attuale multiplo (0,2X TE) appare ragionevole”.