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Miracolo Apple, gigante vale $2,5 trilioni. La grande scommessa sull’iPhone 13 e l’accordo con Goldman Sachs per Apple Pay Later

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Il miracolo Apple si ripete, il gigante fondato da Steve Jobs straccia le previsioni più bullish degli analisti raggiungendo la pietra miliare dei $2,5 trilioni di capitalizzazione.

Apple, tanta carne al fuoco: accordo Goldman Sachs per Apple Pay Later e pronta ad aumentare la produzione del nuovo iPhone 13 5GApple diventa così ufficialmente la prima società americana quotata in Borsa a toccare l’ambita soglia, rispetto ad altri titani Big Tech del calibro di Microsoft che sono appena entrati nel club dei $1 trillion dollars.

L’evento porta la data di ieri, mercoledì 14 luglio.

Apple: la Big Tech arriva a sforare quota $2,5 trilioni, è record

dopo un rally di due sedute, le quotazioni del colosso di Cupertino sono volate a un nuovo record di sempre, in corrispondenza di un rialzo neanche stellare: il titolo è salito poco oltre il 2%; ma è bastato questo a consentire al valore di mercato di Apple di oltrepassare la soglia di $2,5 trilioni, meno di un anno dopo il raggiungimento di quota $2 trilioni.

Due i fattori principali che hanno scatenato i nuovi buy: da un lato, le indiscrezioni riportate da Bloomberg, secondo cui il gruppo avrebbe chiesto ai suoi fornitori di produrre fino a 90 milioni di nuovi iPhone 5G, quest’anno, aumentando così la produzione del 20% rispetto al 2020, anno che era stato definito da Apple da “superciclo”, grazie ai nuovi modelli G5 che già aveva offerto ai consumatori.

Di norma, Apple produce 75 milioni di unità dal momento del lancio dei nuovi prodotti fino al 31 dicembre.

Dall’altro lato, il titolo del gruppo è stato inserito nella “Analyst Focus List” di JP Morgan, con l’analista Samik Chatterjee che ha rivisto al rialzo il target price del titolo di 5 dollari, portandolo a $175, e che ha detto di prevedere un rally dell’azione del 20% circa rispetto ai valori attuali entro la fine del 2021.

Ieri il titolo Apple ha chiuso in rialzo dopo aver testato il record intraday a $149,45 nelle ore precedenti di contrattazione.

In una nota agli investitori Chatterjee ha spiegato che i dati che riguardano sia gli iPhone che i Mac suggeriscono una revisione al rialzo delle stime di breve periodo, ma non solo:

il momentum positivo di Apple, avallato dalla crescita della sua quota di mercato, porta a stimare volumi di vendita più positivi anche per i trimestri successivi tanto che, secondo l’analista, Apple batterà le attese anche in un orizzonte temporale di più lungo periodo, oltre a confermare di aver fatto meglio dell’outlook in occasione della pubblicazione dei risultati di bilancio relativi al secondo trimestre dell’anno.

Riguardo agli iPhone, gli analisti di JP Morgan hanno rivisto al rialzo l’outlook sulla produzione del 2021 di 9 milioni di unità, sulla scia della “domanda resiliente” dei consumatori.

Indiscrezioni sul nuovo iPhone 13, il secondo con accesso a rete 5G

Rimangono insomma robuste le stime sulla produzione del prossimo iPhone 13, il secondo – dopo l’iPhone 12 lanciato nel 2020 – con accesso alla rete 5G, il cui lancio dovrebbe essere annunciato a settembre.

“La combinazione tra una revisione al rialzo della produzione dell’iPhone 13, grazie al miglioramento dei dispositivi 5G e a una più ampia base installata e tra la revisione al rialzo del lancio dell’iPhone SE3 nel 2022 potrebbe tradursi in un ciclo di upgrade degli utili nel corso dei prossimi 6-12 mesi”, ha scritto Chatterjee di JP Morgan.

In definitiva, “così come messo in evidenza nel nostro report dell’ultima settimana, vediamo i titoli Apple posizionati al rialzo grazie alle revisioni al rialzo dei volumi dell’iPhone 12, sulla scia del momentum recente e per la crescita delle quote di mercato in aree geografiche chiave, Cina inclusa. Intravediamo anche un risultato migliore delle attese riguardo al lancio dell’imminente iPhone 13, nei confronti del quale le aspettative rimangono basse. In più, con il lancio dell’iPhone SE3 nel 2022, Apple ha l’opportunità non solo di sorprendere positivamente con un ciclo più robusto dell’iPhone 13, ma ha anche l’occasione di far alzare in modo significativo le attese del consensus per l’anno fiscale 2022“.

Il nuovo target sul titolo di JP Morgan, pari a 175 dollari, è basato su un rapporto price-to-earnings di 30 volte circa le stime sull’utile per azione, nel 2022, di $5,75, in rialzo rispetto ai $5,66 precedentemente attesi. L’analista intravede inoltre un margine di rialzo pari a +20% del titolo Apple fino alla fine del 2021.

Non solo iPhone, Apple-Goldman Sachs lavorano a Apple Pay Later

Nel caso di Apple la carne al fuoco è sempre tanta: sempre Bloomberg ha riportato ieri indiscrezioni secondo cui la Big Tech starebbe lavorando con Goldman Sachs per lanciare un servizio di pagamento a rate per i clienti, ed entrare dunque nel settore sempre più in crescita “buy now, pay later” (mercato conosciuto con l’acronimo di BNPL).

Il gigante americano collaborerà ancora con Goldman Sachs, suo partner già dal 2019 nel servizio della carta di credito Apple Card; Goldman erogherà prestiti attraverso Apple Pay, permettendo ai clienti di pagare per i loro acquisti a rate.

Due le opzioni: si potranno versare quattro rate ogni due settimane a interessi zero o pagare in diverse rate per più mesi versando gli interessi.

Innovazioni presenti nel nuovo iPhone 13

Nelle ultime ore, Bloomberg ha descritto anche quelle che saranno le principali novità dell’iPhone 13.

Fonti vicine al colosso hanno riferito all’agenzia di stampa che il nuovo fiore all’occhiello di Apple iPhone 13 presenterà miglioramenti rispetto al precedente iPhone 12 nel processore, nel display e nella videocamera. Apple apporterà innovazioni a tutti i suoi modelli attuali, dunque agli iPhone che presentano la versione regolare con display a 5,4 e 6,1 pollici e ai modelli Pro a 6,1 e 67 pollici.

I nuovi smartphone, nominati in codice D16, D17, D63, e D64, saranno annunciati tutti a settembre, in anticipo rispetto al lancio dei nuovi prodotti del 2020, avvenuto lo scorso ottobre. L’anticipo si spiega in parte con il miglioramento della catena di approviggionamento. Tra l’altro, secondo Bloomberg, la richiesta ai fornitori di produrre una quantità maggiore di iPhone 3 fino a 90 milioni di unità si spiegherebbe proprio con la decisione di lanciare i nuovi prodotti a settembre, e non a ottobre.

Almeno una delle nuove versioni disporrà del display con LTPO (low-temperature polycrystalline oxide), tecnologia già utilizzata da anni per l’Apple Watch, che permette allo schermo di rallentare in determinate situazioni – come nel cao di Always On Mode -, al fine di estendere la durata della batteria.

Oppo, OnePlus e Samsung Electronics utilizzano già i display LTPO nei loro prodotti di punta. I nuovi iPhone 13 con l’LTPO disporranno anche della tecnologia IGZO. Il design dovrebbe rimanere, invece, lo stesso.

Alcune fonti  interpellate da Bloomberg hanno intanto sottolineato che, nonostante la revisione al rialzo della produzione, il numero reale delle unità prodotte potrebbe essere lievemente inferiore a quel target.

Più informazioni saranno disponibili in occasione della pubblicazione del bilancio del secondo trimestre (terzo trimestre fiscale per Apple) da parte del gigante americano, che avverrà il prossimo 27 luglio, dopo la chiusura dei mercati a Wall Street.

Alla fine di aprile, il direttore finanziario Luca Maestri ha avvertito in realtà che il colosso riporterà probabilmente un calo sequenziale del fatturato “più forte delle attese”, in parte a causa dei problemi che l’offerta sta sperimentando a causa del problema della carenza globale di semiconduttori.