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Mes, Salvini: ‘non è Fondo salva stati ma fondo salva Deutsche Bank’. E invoca la galera per Conte

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“Se l’europeismo porta alla revisione del Mes… Non è un Fondo salva Stati ma un fondo salva Deutsche bank”. Così il leader della Lega Matteo Salvini, ospite del Festival del lavoro a Roma.

“Ristrutturare il debito significa tagliare almeno del 20% i risparmi degli italiani”, ha detto, sottolineando che le modifiche che si stanno studiando sono “peggiorative”.

Già prima, intervenendo alla trasmisisone Uno Mattina di Rai 1, l’ex vicepremier e ministro dell’Interno del governo M5S-Lega, aveva rivolto nuove pesanti accuse contro il premier Giuseppe Conte:

“Non vorrei che Conte avesse venduto la nostra sovranità per tenersi la poltrona. Se così fosse sarebbe Alto tradimento e, in pace o in guerra, è un reato punibile con la galera”. Ci troviamo di fronte, aveva precisato, “a un trattato europeo che rischia di far saltare i risparmi degli italiani in banca. Un organismo privato a Bruxelles decide quanto tagliare i fondi delle banche per salvare quelle tedesche, una “follia”.

Accuse anche contro il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri:

“Gualtieri? E’ stato informato male e dunque ignora che sul Mes la Lega, compreso il sottoscritto, ha sempre espresso netta contrarietà. Chieda pure al suo predecessore Tria che si è vantato, anche pubblicamente, di aver ostacolato la Lega e di aver fatto passare la sua linea”.

Stamattina c’è stata una riunione della maggioranza proprio sul tema Mes. Tuttavia, fonti di governo, pur facendo riferimento a una riunione “utile”, hanno parlato delle obiezioni presentate dal M5S e da Leu sulla riforma del Mes (Fondo salva stati).

Presenti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri Luigi Di Maio, Enzo Amendola, Federico D’Incà e i parlamentari Stefano Fassina di Leu e Luigi Marattin di Italia Viva.

Il ministro Gualtieri avrebbe difeso secondo le fonti la riforma del Mes, facendo notare che chi la critica eta stato parte attiva del negoziato, portato avanti tra l’altro dal governo M5S-Lega. Il titolare del Tesoro ha ricordato anche che il suo predecessore Giovanni Tria aveva ottenuto condizioni migliori di quelle che chiedevano i paesi del nord. Dal canto suo Marattin, ai microfoni di Rainews 24 si è così espresso:

“Si arriva sempre a una soluzione, non è accaduto stamani ma sono sicuro che ci si arriverà, in ballo c’è qualcosa di importante”.