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Mercati nervosi nonostante Fed dovish, pesa balzo euro/dollaro. Rally dell’oro

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Prima parte di seduta altalenante per le Borse europee che, dopo un avvio in deciso rialzo, hanno presto lasciato spazio alle vendite. I mercati europei non sfruttano quindi le indicazioni arrivate ieri sera dalla Federal Reserve che ha dimezzato le sue previsioni sul numero degli aumenti dei tassi di interesse entro la fine di quest’anno. A incidere sull’umore dell’equity europeo è la reazione del mercato valutario con l’euro/dollaro in forte rialzo.

Euro oltre 1,13 dollari, balzo delle commodity
Piazza Affari alle 11.15 segna un calo dell’1,41% a quota 18.467 punti, peggio fa il Dax che cede l’1,81%. Ieri Wall Street ha chiuso in rialzo con S&P 500 a +0,56% e Nasdaq a +0,75%.
Sul valutario cross euro/dollaro viaggia sui massimi a oltre un mese a quota 1,1338. Minimi a un mese per il dollar index in area 95. Tra le commodity rally sostenuto per l’oro che sale di oltre il 3% riportandosi in area 1.267 dollaro l’oncia, non lontano dai massimi a oltre un anno toccati nelle scorse settimane. In ascesa tutte le altre principali commodities con il rame in rialzo del 2,5% e il petrolio Wti del 2% circa a 39,2 dollari al barile.

Fed vede solo due rialzi nel 2016 
La Federal Reserve ieri sera ha confermato il tasso sui Fed Funds nel range 0,25-0,5 per cento aggiornando in senso decisamente più “colomba” la view sul processo di normalizzazione del costo del denaro. Infatti dai cosiddetti “dot plot”, le proiezioni sull’evoluzione dei tassi secondo ogni membro del Comitato di politica monetaria, emerge che ci saranno due aumenti dei tassi nell’anno corrente, contro i quattro attesi a dicembre. Entro la fine del 2017 il livello dei tassi dovrebbe salire all’1,9% mentre 12 mesi dopo dovrebbe attestarsi al 3% (3,3% nel “lungo periodo”).

Revisione delle previsioni sui tassi riconducibile anche al taglio dell’outlook di crescita: il Pil della prima economia del mondo è stimato in aumento del 2,2%, contro il 2,4% precedente. “Gli sviluppi economici e finanziari a livello globale continuano a rappresentare rischi” per l’economia statunitense, si legge nel comunicato diffuso dall’istituto centrale guidato da Janet Yelen.

“La fase molto delicata del quadro globale rimane la principale ragione di cautela – rimarcano gli esperti di Intesa Sanpaolo nel report Forex Flash – . Se dunque non ci fossero miglioramenti significativi a livello internazionale e contemporaneamente indicazioni omogeneamente positive per l’economia USA, il secondo rialzo Fed potrebbe farsi attendere ancora“.

Janet Yellen ha comunque indicato che qualsiasi riunione potrebbe essere quella buona per alzare i tassi, se le condizioni dei dati e dei mercati lo permettono. Pertanto in linea teorica è rimane in gioco la possibilità di un rialzo già nel prossimo meeting di fine aprile.