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Mercati: le tre date chiave di questo trimestre

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I mercati si sono affacciati al nuovo anno con tante incertezze che rischiano di accompagnare gli investitori ancora a lungo. Ma già in questo primo trimestre dell’anno alcuni dubbi potrebbero essere dissolti o in caso contrario la realtà potrebbe avallare i timori che hanno scatenato il sell-off globale nell’ultimo trimestre dcel 2018.

Blackrock nel suo commento settimanale sui mercati pone l’accento su tre eventi chiave in arrivo da qui alla fine del primo trimestre dell’anno: il meeting della Federal Reserve di gennaio, la potenziale fine alla tregua sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e l’incombente Brexit.

 

Meeting Fed di gennaio farà capire intenzioni successive

 

La Fed prenderà una pausa dal suo ritmo trimestrale di rialzi dei tassi? Il meeting del 29-30 gennaio sarà un evento chiave nel primo trimestre con Fed e mercati che saranno sempre più focalizzati sui dati economici per indizi sulla salute dell’economia globale. Richard Turnill, BlackRock’s Global Chief Investment Strategist, ritiene che la Fed stia diventando più cauta poiché i tassi di interesse statunitensi sono vicini alla neutralità, il livello al quale la politica monetaria non stimola né limita la crescita. La Fed ha ribadito il suo orientamento restrittivo a dicembre, citando uno scenario di crescita ancora robusto. Ma le aspettative sui tassi mediani dei policymaker per il 2019 sono scese a due aumenti da tre. “L’incontro di gennaio potrebbe fornire indizi sul futuro percorso della Fed. A marzo vediamo una pausa che sembra sempre più probabile, in quanto la Fed considererà l’impatto della contrazione delle condizioni finanziarie e dei fondamentali economici”, asserisce l’esperto di Blackrock.

 

Guerra Dazi, la svolta è vicina?

Una seconda data chiave è la fine potenziale della tregua di 90 giorni di guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina il 1° marzo. Una mancanza di chiarezza su quanto concordato tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping il 1 dicembre evidenzia la fragilità di tale tregua. “I recenti passi compiuti dalla Cina per aumentare i suoi acquisti di beni statunitensi, proteggere la proprietà intellettuale e aprire ulteriormente la sua economia potrebbero portare a un’estensione della tregua – argomenta Blackrock – ma ci aspettiamo che persistano le tensioni strutturali legate alla politica industriale cinese e alla competizione per la leadership tecnologica globale”.

 

Incognita Brexit

 

Infine la terza data chiave è a fine trimestre, il 29 marzo, quando è in programma l’addio della Gran Bretagna all’Unione Europea. Londra deve concordare un accordo di ritiro con l’UE per evitare un’uscita disordinata, ma le probabilità che il parlamento approvi l’accordo raggiunto con Bruxelles dal Primo Ministro Theresa May è molto bassa. Blackrock ritiene bassa la probabilità di un “no-deal” Brexit, anche se la valutazione della sterlina britannica sembra riflettere i timori significativi di un’uscita dirompente.

 

Che fare quindi?

In conclusione, Turnill ritiene probabile che l’incertezza attorno agli eventi chiave stimoli la volatilità; contesto che fa propendere l’asset manager Usa a un approccio bilanciato con spazio sia a titoli di Stato come buffer di portafoglio da un lato e dall’altro ad allocazioni ad attività che offrono interessanti prospettive di rischio/rendimento come titoli quality ed emergenti. Ciò implica stare invece lontani da attività che presentano maggior rischio di downside come le azioni europee e le obbligazioni sovrane europee.

Nelle ultime sedute il risk on è tornato ad affacciarsi sui mercati dopo i forti dati sul mercato del lavoro degli Stati Uniti, i commenti dovish del Presidente della Fed, Jerome Powell, e le riduzioni dei tassi di riserva bancaria della Cina.