Notizie Certificates Mercati europei molto volatili dopo parole di Draghi, occhi puntati al meeting Fed di fine mese

Mercati europei molto volatili dopo parole di Draghi, occhi puntati al meeting Fed di fine mese

29 Luglio 2019 08:43

Ultima settimana all’insegna della cautela per i principali mercati mondiali con gli operatori che attendono l’esisto delle prossime riunioni delle banche centrali prima di prendere posizione. I listini hanno fatto fatica a digerire i messaggi che sono arrivati giovedì scorso dalla Banca centrale europea. Se in un primo momento il comunicato della Bce ha scaldato i mercati con il cambio della forward guidance che fa intendere la possibilità di tassi più bassi nei prossimi mesi, le parole di Mario Draghi hanno avuto l’effetto opposto e hanno raffreddato le attese, sottolineando che l’istituto di Francoforte attenderà di vedere le prossime proiezioni su Pil e inflazione prima di adottare nuove misure di politica monetaria.

 

Quindi, tutto pronto in Bce per la svolta d’autunno. L’Euotower pensa anche al riavvio del QE e a misure per calmierare gli effetti dei tassi negativi sulle banche. Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli “pari o inferiori” a quelli attuali almeno fino alla prima metà del 2020 e in ogni caso finché sarà necessario per garantire la costante e sostenuta convergenza dell’inflazione con i suoi obiettivi a medio termine. Adesso cresce l’attesa per la prossima riunione della Fed prevista per il 30 e 31 luglio.

 

Per quanto riguarda la questione commerciale tra Cina e Stati Uniti, ci sarebbe la possibile ripresa dei colloqui. Secondo quanto riferisce “The Wall Street Journal”, una delegazione Usa guidata dal rappresentate al commercio, Robert Lighthizer, e dal segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, potrebbe volare a Shanghai per i colloqui la prossima settimana.

 

Sui mercati tiene ancora banco la stagione degli utili che è partita anche in Italia con i conti di alcune big di Piazza Affari. Dagli Usa sono arrivati i numeri di Alphabet e quelli di Amazon. Tech sotto i riflettori anche per l’annuncio di Apple che ha rilevato la maggioranza della divisione chip modem di Intel, in un deal da 1 miliardo di dollari.

 

In tale scenario, i trader hanno preferito operazioni di breve, tramite l’uso di prodotti a leva prevalentemente su indici azionari e singoli titoli. Il certificato più scambiato è stato il Turbo Long sul FTSE MIB con 7 contratti e circa 875 mila euro di controvalore. Il certificato, con ISIN NL0013492135 e Strike a 17.500 punti, mostra una leva di 5,12 volte e distanza dal Knock Out di circa il 19,3%. La scadenza è il 20 dicembre 2019.

 

Molto utilizzato anche il Turbo Short sul FTSE MIB (ISIN: NL0013408669) con leva importante di 26 volte e una distanza dal Knock Out del 3%. Strike a 20.500 punti e scadenza il 20 settembre 2019. Ammonta a oltre 701 mila euro il controvalore scambiato su questo prodotto, per un totale di 201 contratti.

 

Infine, molto apprezzato anche il Mini Short su DOW JONES (ISIN: NL0012662860) che ha una leva importante vicina alle 21 volte e una distanza dal Knock Out dell’1,6%. Strike a 28.504,36 punti e scadenza il 16 dicembre 2020. Il controvalore è di circa 450 mila euro, con 29 contratti.