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Ftse Mib in ribasso dopo le parole di Draghi, focus tecnico su Eni

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Le Borse europee stanno ancora digerendo i messaggi che sono arrivati ieri dalla Bce. Se in un primo momento il comunicato della Bce ha scaldato i mercati con il cambio della forward guidance che fa intendere la possibilità di tassi più bassi nei prossimi mesi, le parole di Mario Draghi hanno avuto l’effetto opposto e hanno raffreddato le attese, sottolineando che l’istituto di Francoforte attenderà di vedere le prossime proiezioni su Pil e inflazione prima di adottare nuove misure di politica monetaria. Adesso cresce l’attesa per la prossima riunione della Fed prevista per il 30 e 31 luglio.

Ftse Mib: ancora sotto i 22.000 punti

Prese di profitto oggi sull’indice italiano dopo le parole di Draghi che ha confermato quanto atteso dal mercato. Ieri il Ftse Mib ha invertito direzione al ribasso dopo aver testato nuovamente la resistenza di 22.193 punti. Dopo il forte calo di venerdì scorso, il rimbalzo avviato lunedì non ha mostrato forza, né in termini di volumi né di volatilità.

Un segnale importante verrà probabilmente dalla chiusura settimanale del Ftse Mib sopra 22.233 punti che dovrebbe permettere di mettere nel mirino i 22.500 punti. Al contrario, sarà importante la tenuta del supporto di breve periodo a 21.500 punti. L’indicazione sarebbe ribassista anche nel caso in cui il Ftse Mib dovesse segnare un minimo inferiore a quello del 19 luglio (21.627 punti). La view short verrebbe confermata da un break in chiusura dei 21.500 punti che aprirebbero le porte a un ritorno a 21.000 punti.

Per chi volesse operare sul Ftse Mib con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013491848. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013492333.

Eni: al test del supporto a 14,22 euro

Eni non supera la prova dei conti. Oggi il titolo segna un ribasso di quasi l’1% a 14,24 euro, dopo aver annunciato un secondo trimestre 2019 con il freno a mano tirato. L’utile netto adjusted è stato infatti di 562 milioni di euro, in caso del 27% rispetto all’analogo trimestre 2018. Indicazioni ben sotto le stime di consensus Bloomberg che erano di 935,2 milioni.

Tornando al grafico, lo scorso 19 giugno i prezzi, dopo aver testato il supporto statico a 14,22 euro, hanno avviato il rimbalzo. Movimento però non è stato supportato da volumi e volatilità e con RSI ancora sotto il livello del 50. Struttura grafica comprensibile poiché il mercato stava attendendo la pubblicazione dei conti per prendere posizione. In caso di rottura in chiusura dei 14,22 euro, Eni avvierebbe un calo verso 14 euro e 13,76 euro. Al rialzo invece rimane quella dei 15 euro la resistenza da infrangere per dare una spinta ai prezzi in direzione di 15,35 e 16 euro.

Per chi volesse operare su ENI con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013494206. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013494305.