Notizie Notizie Italia Mediolanum e i soci francesi candidati a salire in Mediobanca

Mediolanum e i soci francesi candidati a salire in Mediobanca

29 Ottobre 2007 07:27

Ennio Doris prepara il rafforzamento della sua Mediolanum nel salotto di Mediobanca. Il patto di sindacato dell’istituto di Piazzetta Cuccia ha tracciato venerdì le direttive di massima per la redistribuzione della quota del 9,39% che Unicredit cederà per effetto della fusione con Capitalia e in risposta alle richieste dell’Antitrust. In questo riordino un ruolo preponderante sarà giocato proprio dalla creatura di Doris, che dovrebbe salire al 3,5% dall’attuale 2 per cento. Almeno queste sono le indicazioni giunte dopo la riunione da Pietro Franza, membro del patto di sindacato di Mediobanca. Stando a quanto riferito ai giornalisti dallo stesso Franza, la restante parte della quota messa in vendita da Unicredit sarà suddivisa tra diversi nuovi entranti, ma arrotonderanno la loro quota anche i soci del gruppo C (i cosiddetti soci francesi), che aumenterebbero la partecipazione di poco meno dell’1%, portandola al 10 per cento.


 


Dovrebbero fare il loro ingresso, entrambe con il 2%, la Banca Popolare di Vicenza e Benetton, con l’1,7% Sal Oppenheim. Fininvest invece rileverebbe un 1% che andrebbe ad aggiungersi all’1% che già ha fuori patto.


 


La riunione di venerdì è stata però solo interlocutoria, e la redistribuzione definitiva potrebbe essere sancita nella prossima riunione di fine novembre. Prima di allora dovrà essere definito il nodo delle partecipazioni incrociate Mediobanca-Mediolanum.


 


Gli impegni assunti da Unicredit nei confronti dell’Antitrust contemplavano infatti anche la non cessione delle azioni “a favore di soggetti partecipati da Mediobanca o Generali”. Ad oggi Mediobanca vanta invece una partecipazione in Mediolanum di poco inferiore al 2 per cento.


 


Il presidente del patto, Cesare Geronzi, ha comunque chiarito che alla prossima riunione del patto stesso sarà presentata una proposta di ripartizione che terrà conto anche delle indicazioni dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.