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Mediobanca vola a +10% dopo mossa Del Vecchio, ma è Generali il vero oggetto del desiderio

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Mediobanca strappa al rialzo di oltre il 10% a Piazza Affari e la segue a ruota anche Generali salita in avvio fino a +4% in area 13 euro. A mandare in orbita i due titoli è l’affondo deciso da Leonardo del Vecchio che con la sua holding Delfin ha confermato la richiesta di autorizzazione alla Bce ad incrementare la partecipazione detenuta nella banca al di sopra della soglia del 10% del capitale sociale e fino al 20%.
Quali sono le reali intenzioni di Del Vecchio? L’ascesa ulteriore in piazzetta Cuccia potrebbe non essere finalizzata a sovvertire la governance. Infatti rispetto allo scorso autunno, quando al’ingresso nel capitale fecero seguito delle critiche all’operato del ceo Alberto Nagel, alla guida di Mediobanca dal 2008, in relazione soprattutto a una redditività non adeguata e troppo sbilanciata su Generali e sul credito al consumo, l’imprenditore veneto ha poi dato sostegno al management e probabilmente non spingerà per un ribaltone quando in autunno avrà luogo il rinnovo del cda. Secondo fonti finanziarie riportate dal Corriere, Del Vecchio spiegherà che gli eventuali acquisti non vorranno essere in opposizione all’attuale gestione e che a ottobre non presenterà una lista alternativa a quella che sarà preparata dal board uscente con appoggio al piano industriale (da rivedere alla luce dell’emergenza Covid).

L’impressione è che Del Vecchio attraverso l’operazione Mediobanca voglia dettare legge su un altro importante tassello, ossia il controllo di Generali, della quale detiene direttamente il 5% a cui aggiungerebbe il 13% che è detenuto da Mediobanca in modo da avere un controllo effettivo sul Leone di Trieste.
Generali ha da poco varato uno statuto in base al quale sarà il management a proporre la propria lista per il consiglio di amministrazione; mossa volta a garantire che la gestione sia svincolata da interessi particolari dei soci di maggioranza.

Mai nessun singolo socio sopra il 10% di piazzetta Cuccia

L’ascesa sopra il muro del 10% sarebbe un evento storico, infatti mai nessun singolo socio ha superato il 10% del capitale di Mediobanca nella lunga storia dei patti di sindacato che si sono susseguiti. Dal quartier generale di Mediobanca, stando a quanto si legge sul sito del Corriere, si sottolinea invece come nessuna banca in Europa vede un imprenditore sopra il 10% del capitale e su 127 gruppi del credito, solo 4 hanno nell’azionariato le famiglie fondatrici.
Del Vecchio ha iniziato l’ascesa in Mediobanca lo scorso autunno arrivando vicino alla soglia del 10% sfruttando anche la graduale uscita da Mediobanca decisa da Bolloré e Unicredit.