Mediobanca respinge il rilancio di Mps. Cda: “controllo anche a rischio distruzione valore”
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L’offerta risulta priva di razionale industriale e di convenienza per gli azionisti di Mediobanca. Piazzetta Cuccia non cambia la sua posizione dopo il rilancio confezionato da Mps lunedì scorso ha annunciato un incremento del corrispettivo dell’offerta. In un lungo comunicato spiega e ribadisce ancora una volta sua posizione ufficiale nei confronti dell’operazione promossa lo scorso gennaio dalla banca senese.
Al termine del breve consiglio di amministrazione di oggi, Piazzetta Cuccia ha chiarito che “il nuovo corrispettivo non è di per sé sufficiente, anche alla luce dei rischi di dissinergie e di distruzione di valore che caratterizzano l’offerta, a mutare la precedente valutazione di non congruità e inadeguatezza del corrispettivo” espressa dal board.
Intanto a qualche giorno dal rilancio (ulteriore esborso cash per 750 milioni di euro), ieri Mps ha fatto sapere di avere superato la soglia del 35% del capitale di Mediobanca. La condizione soglia minima dell’offerta risulta avverata con adesioni all’Opas che hanno superato il 38,5%.
Mediobanca boccia il rilancio
Il board di Mediobanca prende atto dell’incremento dell’offerta di Mps ma ancora una volta respinge l’Ops. Questo in sintesi quanto è emerso oggi al termine del board guidato da Alberto Nagel. Una decisione che è stata approvata a maggioranza dei presenti, con il voto contrario di Sandro Panizza e l’astensione del vice presidente Sabrina Pucci.
Dalla nota si apprende che il cda, “anche tenendo conto dei dati di mercato più aggiornati, dei dati contabili nel frattempo pubblicati e dell’evoluzione delle stime di dati economico-patrimoniali prospettici 2025 – 2028 relativi a Mps, indicati nei report pubblicati recentemente dagli analisti di ricerca, conferma gli assunti metodologici e le conclusioni svolte in passato”. Per il board l’offerta è priva di razionale industriale nonché priva di convenienza per gli azionisti di Mediobanca.
E rileva inoltre, anche sulla base del supporto dei propri advisor finanziari, che il nuovo corrispettivo:
- esprime una valorizzazione di Mediobanca che non riconosce in maniera adeguata il valore intrinseco dell’azione di Mediobanca anche alla luce della prospettiva del Piano “One Brand-One Culture” esteso al 2028 e non remunera adeguatamente il contributo che Mediobanca darebbe al valore della combined entity;
- e anche alla luce dell’entità della componente in azioni del nuovo corrispettivo rispetto alla componente in denaro, continua a porre a carico degli azionisti di mediobanca gran parte dei rischi connessi al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’offerta definiti da Mps e specificamente individuati da Mediobanca nel comunicato dell’emittente.
Nel lungo comunicato, Mediobanca rileva inoltre che la rinuncia alla condizione soglia conferma e avvalora tutte le criticità evidenziate, segnalando in maniera inequivocabile, a dispetto della dichiarata finalità di massimizzare le adesioni all’offerta perseguita con il suddetto incremento del corrispettivo, la volontà di Mps di assumere il controllo, anche di fatto, di Mediobanca, anche dinanzi ai rilevanti rischi di dissinergie e di distruzione di valore che sono stati rappresentati nel comunicato dell’emittente”.
La reazione dei titoli
Intanto a Piazza Affari i due titoli perdono quota e si posizionano sul fondo del Ftse Mib: Mps cede oltre il 3%, mentre Mediobanca arretra del 2,7%.