Notizie Notizie Italia Mps rilancia l’offerta su Mediobanca di 750 milioni. Titoli in rosso a Piazza Affari

Mps rilancia l’offerta su Mediobanca di 750 milioni. Titoli in rosso a Piazza Affari

2 Settembre 2025 09:16

Mps rilancia su Mediobanca. Il cda andato in scena ieri pomeriggio ha approvato un ulteriore esborso cash per 750 milioni di euro per superare la soglia del 50% e garantirsi un utilizzo accelerato dei crediti fiscali. Si tratta di un rialzo di 0,90 euro ad azione che porta il controvalore dell’operazione a 13,5 miliardi complessivi. Alla luce delle novità, i termini dell’offerta sono stati così riaperti di cinque giorni, tra il 16 e il 22 settembre. Il titolo Mps ha aperto la seduta a Piazza Affari in calo dello 0,84% a 7,804 euro per azione e continua la discesa. Male anche Mediobanca che perde oltre l’1%.

La decisione

La scelta, che era nell’aria, segue la linea dell’ad Luigi Lovaglio e permetterà di dare una ulteriore spinta alle adesioni, già vicine alla soglia minima del 35%. Mps si garantirà così il pieno controllo dell’istituto guidato da Alberto Nagel. L’offerta iniziale di Siena – 2,533 azioni per ogni azione Mediobanca – valorizzava Piazzetta Cuccia il 3,7% in meno della Borsa. Un rilancio più sostanzioso renderà quindi l’offerta a premio, dunque ancora più appetibile, soprattutto per i fondi.

Il cda di Monte Paschi nel comunicare l’operazione ha confermato che “rimangono immutati gli obiettivi finanziari, volti al mantenimento di una forte solidità patrimoniale” e di una “politica di dividendi ai massimi livelli nel settore”, nella convinzione che “l’impegno e i risultati attesi saranno apprezzati da tutti gli stakeholder”.
In particolare, anche considerando il corrispettivo in denaro pari a 0,90 euro per azione, Mps “conferma di mantenere una solida base di capitale (Common Equity Tier 1 ratio pro-forma pari a circa il 16% al completamento dell’operazione) e una politica di dividendi sostenibile nel tempo con un pay-out ratio fino al 100% dell’utile, supportata dall’elevata profittabilità”

La soglia

Mps rinuncia alla condizione soglia e pertanto acquisterà tutte le azioni Mediobanca oggetto dell’offerta anche qualora si trattasse di un quantitativo inferiore rispetto al 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee dell’emittente. L’offerta non si perfezionerà e si intenderà venuta meno qualora la partecipazione che Mps venga a detenere all’esito dell’offerta sia inferiore al 35% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee dell’emittente, soglia quest’ultima non rinunciabile.

Un primo obiettivo molto alla portata: per effetto dei conferimenti dei giorni scorsi le adesioni sono salite al 28,8% del capitale, apportato principalmente da Delfin e da Caltagirone, primi due azionisti di Mediobanca e sostenitori dell’ops di Siena, di cui sono pure grandi soci.
Le società quotate del gruppo romano – Caltagirone e Caltagirone Editore – hanno reso noto di aver riscontrato “la convenienza e la correttezza sostanziale” dell’offerta del Monte ai fini dell’adesione delle controllate che detengono azioni Mediobanca. Si tratta di un ulteriore pacchetto di poco superiore all’1% del capitale, che porta il fronte del sì al 30% circa.

Il fronte Mediobanca

Sul rilancio tornerà ad esprimersi in settimana il cda di Piazzetta Cuccia per ribadire molto probabilmente che il rilancio resta “del tutto inadeguato”. Mediobanca – nel comunicato dell’emittente – chiedeva infatti un concambio di 3,71 azioni, equivalente a un rilancio di quasi il 50% rispetto alle 2,533 azioni offerte da Mps. Il termine per aderire è fissato all’8 settembre, con le azioni acquistate il 7 e l’8 che non potranno essere conferite. La chiusura definitiva dell’offerta arriverà il 22 settembre, dopo la riapertura dei termini che scatterà il 16 settembre.

I conti in tasca

Per effetto del rilancio in contanti,  la valorizzazione delle azioni di Mediobanca sale a 20,776, pari alla somma del corrispettivo in azioni di 19,876 euro – sulla base della valorizzazione delle azioni Mps al 29 agosto – e del corrispettivo in denaro di 0,9 euro.
Il controvalore complessivo dell’offerta, calcolato al momento del lancio, sale così a 13,5 miliardi, di cui 12,8 miliardi quale corrispettivo iniziale in azioni e circa 0,75 miliardi quale corrispettivo in denaro.