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Mattarella convoca Draghi al Quirinale, Salvini: ‘no patrimoniale, si a flat tax al 15%. Quota 100 resta’

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Così ha commentato in un’intervista al Corriere della Sera Matteo Salvini, leader della Lega, la convocazione di Mario Draghi al Quirinale.

Ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato Mario Draghi al Quirinale per oggi alle 12. “Serve un governo di alto profilo, darò presto un incarico non politico”, ha detto il capo dello Stato dopo l’incontro al Quirinale con Roberto Fico.

Ieri si è consumata la rottura delle trattative per vagliare la possibilità di un nuovo governo politico a guida Conte.

Così Salvini:

“Il problema, non è il nome della persona. E io l’ho anche detto a questa persona. Il punto è che cosa vuole fare e con chi”.

“Per prima cosa – ha detto Salvini – un impegno a non aumentare in alcun modo le tasse. No alla patrimoniale, no agli aumenti dell’Imu. Chiunque voglia governare con la Lega, si chiami Draghi, Cartabia o Cottarelli, deve saperlo. E flat tax al 15 per cento e pace fiscale sulle cartelle esattoriali. Le parole chiave sono lavoro, tasse e pensioni. No assoluto alla fine di quota cento. Qui rischiano di saltare due milioni di posti di lavoro, non si può pensare di tornare alla Fornero. Un piano di apertura dei cantieri e un piano di rilancio delle infrastrutture che noi abbiamo detta gliato nel nostro Recovery plan. Infine, non per ultimo, un serio piano salute. Con Domenico Arcuri che va a raccogliere le margherite e della salute si occupano persone valide”.

Ancora, Salvini ha parlato dei dati sui contagi da coronavirus Covid-19:

“Io temo che qualcuno abbia fornito dati non corretti al presidente della Repubblica. Mi riferisco alla possibilità di un aumento dei contagi in occasione delle elezioni. In Portogallo, l’ultimo Paese andato al voto, il 24 gennaio giorno delle elezioni i nuovi contagiati erano 11.721.
Una settimana dopo, i contagiati erano circa la metà, 5.805 persone. E anche la Romania è andata alle urne senza aumenti. Ma c’è anche un altro argomento forte…Il governo ha fissato le elezioni in Calabria l’11 aprile, la domenica dopo Pasqua. O c’è qualcuno che ha deciso di condannare a morte il popolo calabrese, o non mi spiego…Peraltro andranno al voto anche 1.300 Comuni tra cui cittadine come Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna…Saranno chiamati alle urne 20 milioni di italiani. Se possono essere 20 milioni, io credo possano essere anche sessanta. Ricordo che nessuno vieta che a Camere sciolte il Parlamento possa approvare dei decreti”.