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L’estate nera della Germania: Dax peggio del Ftse Mib, recessione sempre più vicina

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Germania peggio dell’Italia. Si gioca tutto sui decimali di punto, ma  oggi l’indice Dax è arrivato a segnare un ritracciamento di oltre l’8,5% dai massimi annui del 4 luglio. Nello stesso arco di tempo il Ftse Mib segna -8,3%. Adesso entrambi gli indici stanno risalendo la china con quotazioni in rialzo rispettivamente dell’1,1% e dello 0,8% per Ftse Mib e Dax in scia all’annuncio che l’amministrazione Trump ritarderà fino al 15 dicembre la tariffa del 10% su alcuni prodotti cinesi.

Dallo Zew l’ultimo campanello dall’allarme

I timori recessivi e gli alert sulla crescita di alcune big tedesche quali Continental, Lufthansa e Daimler stanno alimentando il pessimismo sulla Germania, tra le principali vittime della guerra dei dazi. In ultimo oggi l’indice Zew (sceso a -44,1 punti ad agosto, peggio delle attese e sui minimi dal 2011), ha alimentato i timori di una crescita negativa della Germania nel secondo trimestre dell’anno e che si potrebbe trascinare anche nella seconda parte del 2019. Il Bund decennale tedesco ha visto il rendimento comprimersi ancora a -0,615%, sui nuovi minimi di sempre. Il titolo a 2 anni segna invece un rendimento negativo di -0,88%.  Lo spread nell’arco di curva a 2-10 anni si è quindi stretto a 27 pb circa, prossimo ai minimi del 2008 quando si portò in prossimità dello zero.

 

“La recente escalation della controversia commerciale tra Stati Uniti e Cina, il rischio di svalutazioni competitive e l’aumento della probabilità di un ‘no deal’ per la Brexit esercitano ulteriori pressioni sulla già debole crescita economica”, ha detto il presidente dell’istituto ZEW Achim Wambach. “Questo probabilmente metterà ulteriormente sotto pressione lo sviluppo delle esportazioni e della produzione industriale tedesca”.

Tutta colpa della gelata del mercato auto cinese?

Gli analisti guardano all’impatto sulla crescita tedesca del rallentamento della domanda di auto dalla Cina. “Il rallentamento industriale sta iniziando ad avere un impatto sull’economia domestica, mentre l’intera economia sembra flirtare con la recessione”, avverte Carsten Brzeski, capo economista di ING Germany, che aggiunge: “Le auto hanno giocato e continueranno a svolgere un ruolo importante in questa situazione e tra le molteplici spiegazioni dei problemi nel settore automobilistico, sorprendentemente è la Cina. Comprendere i recenti sviluppi nel mercato automobilistico cinese è un pezzo importante del puzzle nel comprendere le prospettive per il mercato automobilistico tedesco”. La guerra commerciale USA-Cina e il successivo rallentamento dell’economia cinese hanno contribuito ai problemi automobilistici della Germania.

 

Nel 2018, le vendite di veicoli in Cina sono diminuite di circa il 3% su base annua, mentre le vendite di autovetture sono diminuite di oltre il 4% su base annua, il primo calo in oltre vent’anni. Tuttavia, le case automobilistiche tedesche hanno visto aumentare le loro vendite del 2%.

 

Il mercato cinese è il mercato più importante per la maggior parte delle case automobilistiche tedesche. Nel 2018, quasi un quarto di tutte le auto vendute in Cina erano tedesche. BMW e Daimler hanno venduto oltre un terzo delle vendite totali di auto in Cina. Per Volkswagen, la quota è persino maggiore del 40%.