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L’economia cinese potrebbe correre nell’anno della Tigre, serve stabilizzare il settore immobiliare

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La Cina ha chiuso il 2021 in modo tormentato, ma l’anno appena iniziato avrà un significato politico ed economico speciale per il colosso asiatico. Tanti saranno gli appuntamenti, dalle Olimpiadi invernali di febbraio al XX Congresso nazionale del Partito comunista cinese, in programma nel quarto trimestre. Secondo l’analisi di Zhennan Li, Chief China Economist di AllianceBernstein, per Pechino nel 2022 sarà fondamentale la stabilità della crescita anche grazie a investimenti pubblici. “Molti osservatori hanno previsto un’espansione del Pil cinese nettamente inferiore al potenziale nel 2022”. Come proseguono gli analisti, negli anni passati, “Pechino ha dimostrato la capacità di orchestrare una crescita più rapida o più lenta, rispetto alle stime dei policymaker e oggi le autorità non hanno motivo di desiderare una crescita inferiore al livello potenziale, soprattutto in virtù del piano di prosperità comune della Cina”. La previsione di AllianceBernstein contempla una crescita del 5,3% per il 2022, con un’inflazione complessiva lievemente più elevata, ma ancora moderata.

La politica per assicurare la stabilità della crescita

Secondo la società di gestione patrimoniale americana, per promuovere la solidità della crescita nel 2022, è ipotizzabile che Pechino metta in campo ampie misure di stimolo fiscale accompagnate da una politica monetaria di sostegno e da una politica immobiliare incentrata sulla stabilità.
AB prevede una rapida accelerazione del ritmo degli investimenti pubblici già all’inizio dell’anno. Il governo centrale ha destinato 1.460 miliardi di yuan (229,2 miliardi di dollari) della quota di emissione di obbligazioni speciali da parte delle autorità locali prevista per il 2022, un’importante fonte di finanziamento, ai governi provinciali, per stimolare la spesa in ambiziosi progetti infrastrutturali.
Questa politica fiscale espansiva richiede una politica monetaria di sostegno e per questo motivo AB si aspetta che la People’s Bank of China (PBoC) mantenga per il resto dell’anno i tassi ufficiali invariati su livelli moderatamente bassi per ancorare i costi di finanziamento nell’economia reale.

“La crescita del credito dovrebbe restare robusta, più o meno in linea con quella del Pil nominale, a tal fine la PBoC potrà avvalersi di diversi strumenti strutturali per sostenere le piccole e medie imprese come l’ammodernamento degli impianti manifatturieri e la decarbonizzazione”. Nel complesso, AB stima che nel 2022 il rapporto debito/Pil aumenti a un ritmo paragonabile a quello dei tre anni precedenti la pandemia.

Mercato immobiliare

Sul fronte immobiliare, per Alliance, l’accento non sarà sul suo rafforzamento ma sulla stabilizzazione del settore. Come osservano gli analisti, “negli ultimi anni, il governo cinese ha adottato un duplice approccio alla regolamentazione del comparto immobiliare: una combinazione di interventi normativi a breve termine per sgonfiare la bolla immobiliare e mantenere la stabilità dei prezzi, e parallelamente la creazione di meccanismi a lungo termine come lo sviluppo di un mercato degli affitti, la riforma del sistema fondiario, la riforma del regime tributario, e altre. L’obiettivo è dare vita a un settore immobiliare solido e meno speculativo.
La politica nazionale dovrebbe continuare in questa direzione, rendendo improbabile un allentamento significativo e generalizzato della regolamentazione. Tuttavia, alcune città minori che hanno subito un calo dei prezzi degli immobili potrebbero apportare modifiche a livello locale. Questo dovrebbe liberare la domanda repressa di prime case (o seconde case), impedire il crollo del mercato immobiliare e ridurre l’impatto negativo sul Pil cinese nell’anno della Tigre”.