Notizie Notizie Mondo Le stablecoin continuano a correre: impatti (potenziali) su euro e dollaro

Le stablecoin continuano a correre: impatti (potenziali) su euro e dollaro

13 Agosto 2025 15:35

Un tempo oggetto misterioso, le stablecoin stanno diventando sempre più centrali nell’economia mondiale. Come dimostra l’IPO di Bullish, piattaforma di asset digitali e proprietaria di CoinDesk, che ha raggiunto la cifra di 1,11 miliardi di dollari grazie alla vendita di 30 milioni di azioni, valutando la società complessivamente a 5,41 miliardi di dollari. L’IPO negli Stati Uniti è stata collocata a 37 dollari ad azione.

Bullish è solo l’ultima società crypto a sbarcare  in Borsa; l’emittente di stablecoin Circle ha fatto il suo debutto a giugno, anche in questo caso con grande successo. Un mese prima invece, la società di asset digitali Galaxy Digital di Mike Novogratz è stata quotata al Nasdaq, così come l’app di trading azionario e crypto eToro.

Cosa sono le stablecoin

Fino a qualche tempo fa le stablecoin rappresentavano solo una nicchia del grande mercato delle criptovalute. Ma ora negli Stati Uniti potrebbero a breve diventare un mezzo di pagamento comune, grazie alla crescita del 20% registrata da inizio anno nel mercato delle criptovalute. A ciò si aggiunge un approccio molto favorevole che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nei confronti delle criptovalute, firmando una serie di interventi legislativi per inserire nel circuito ufficiale dei pagamenti digitali le stablecoin.

Emesse da società private, le stablecoin sono più stabili delle criptovalute tradizionali, in quanto il loro valore è legato ad un riferimento esterno come il dollaro statunitense, ma anche all’oro o ad altri metalli preziosi. La stablecoin più diffusa è Tether, che è legata al dollaro con un rapporto 1:1. Quindi se il dollaro sale guadagna valore anche la stablecoin, e viceversa.

Quali benefici possono portare al dollaro

Con un biglietto verde in crisi, l’aumento dell’emissione di stablecoin denominate in dollari potrebbe risolvere il problema della sostenibilità del debito degli Stati Uniti? Secondo l’analisi di Claudio Wewel, FX Strategist di J. Safra Sarasin, dipende. “L’emissione di stablecoin dovrebbe aumentare ben oltre i livelli attuali” spiega Wewel, anche se “la proliferazione delle stablecoin denominate in dollari non è una buona notizia per le altre valute. Se da un lato rafforza il ruolo del dollaro come valuta di riserva globale, dall’altro riduce la domanda di valute locali. Ciò potrebbe essere avvertito soprattutto nei mercati emergenti, dove i vantaggi dell’utilizzo delle stablecoin sono maggiori che altrove, il che spiega la loro popolarità in questi mercati”.

Il passaggio dall’uso delle valute locali alle stablecoin ancorate al dollaro lascia intendere che, nei mercati emergenti, le monete nazionali potrebbero diventare più soggette a oscillazioni, a causa della riduzione degli scambi in valuta estera.

Il ruolo dell’Ue

Può cambiare qualcosa nell’Unione europea? Ad oggi, è improbabile un’adozione su larga scala di stablecoin in dollari, anche se queste potrebbero “ostacolare l’aspirazione della Bce di rafforzare l’importanza dell’euro come valuta di riserva globale – chiarisce Wewel -. Per questo, l’istituto centrale dovrà dare la massima priorità all’introduzione rapida della propria valuta digitale”.

L’euro digitale potrebbe quindi essere l’unica risposta al dominio delle stablecoin in dollari. Dello stesso parere è Luciano Passera, che in un editoriale sul sito francese Les Echos spiega che “se le stablecoin ancorate al dollaro dovessero diventare il mezzo di transazione prevalente, l’euro rischierebbe la marginalizzazione”.

Piuttosto che temerla, quindi, l’Europa deve abbracciare la trasformazione e la creazione di un euro digitale, che secondo l’ex ministro dell’economia, “introdurrebbe funzionalità avanzate come gli smart contract all’interno del sistema finanziario regolamentato, favorirebbe la concorrenza e l’innovazione nei servizi bancari e contribuirebbe a prevenire la diffusione di sistemi decentralizzati anonimi che agevolano attività illecite”.

Aziende e banche pensano alla loro stablecoin

Da quando il presidente Trump è tornato in carica a gennaio, il settore delle stablecoin ha beneficiato di una serie di fattori favorevoli. Prima con lo Stable Act, che mira a migliorare la trasparenza sulle riserve delle stablecoin e la protezione dei consumatori, e poi il Genius Act, che consentirebbe a banche, fintech e rivenditori al dettaglio di emettere stablecoin.

Ora, diverse aziende stanno valutando la creazione di valute digitali; tra queste ci sono Walmart e Amazon, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal a giugno. Anche Bank of America e Citigroup stanno valutando l’emissione di proprie stablecoin, come dichiarato dai Ceo di entrambe le banche in una conference call di giugno.