Notizie Notizie Mondo Banche Centrali Le minute Fed gettano un’ombra sul taglio dei tassi di Dicembre, e oltre il 2025

Le minute Fed gettano un’ombra sul taglio dei tassi di Dicembre, e oltre il 2025

19 Novembre 2025 20:40

L’ultima pubblicazione dei verbali della riunione della Fed getta più di una ombra sul possibile taglio dei tassi di Dicembre. Con dubbi che si protraggono anche all’inizio del 2026. I funzionari della Federal Reserve erano in disaccordo già durante la riunione di Ottobre sul taglio dei tassi di interesse a causa della stagnazione del mercato del lavoro  e dell’inflazione persistente. I verbali mostrano che c’era esitazione ad andare avanti con il taglio dei tassi dello 0,25% annunciato il mese scorso. La strada da seguire appare dunque meno certa. E dilaga lo scetticismo sulla necessità di ulteriori tagli.

Il presidente della Federal Reserve di Kansas City, Jeff Schmid è stato l’unico funzionario a dissentire a favore del mantenimento dei tassi invariati il ​​mese scorso. Anche il governatore della Fed Stephen Miran, nominato di recente da Trump, ha espresso il suo dissenso, pur preferendo un taglio dei tassi più consistente.

Trend tassi fermi

“Diversi partecipanti hanno valutato che un ulteriore abbassamento dell’intervallo obiettivo per il tasso sui fondi federali potrebbe essere appropriato a Dicembre, se l’economia si fosse evoluta più o meno come previsto nel periodo intermedio”, si legge nel verbale. “Molti partecipanti hanno suggerito che, in base alle loro prospettive economiche, sarebbe probabilmente opportuno mantenere l’intervallo obiettivo invariato per il resto dell’anno”.  Tutti i partecipanti hanno convenuto che la politica monetaria non seguiva un percorso prestabilito e che sarebbe stata influenzata da un’ampia gamma di dati in arrivo, dall’evoluzione delle prospettive economiche e dal bilancio dei rischi”, si legge ancora nei verbali

I funzionari hanno generalmente espresso preoccupazione per il rallentamento del mercato del lavoro e per l’inflazione che “ha mostrato pochi segnali di un ritorno sostenibile” all’obiettivo del 2% della Fed. I verbali riflettono le diverse posizioni all’interno del comitato.

Pil, disoccupazione, Ai

Nel dettaglio, la Fed prevede che, “rispetto alle previsioni elaborate per la riunione di settembre, la crescita reale del Pil dovrebbe essere leggermente piu’ forte, nel complesso, fino al 2028, riflettendo una crescita potenziale piu’ forte del previsto e un maggiore sostegno previsto dalle condizioni finanziarie”. E’ quanto emerge dai verbali della riunione della Federal reserve di fine ottobre. “La crescita del Pil dopo il 2025 dovrebbe rimanere al di sopra del potenziale fino al 2028, con l’attenuarsi dell’effetto negativo dei dazi piu’ elevati e le condizioni finanziarie che diventano un fattore favorevole alla spesa. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione dovrebbe diminuire gradualmente dopo quest’anno, per poi stabilizzarsi a un livello leggermente inferiore alla stima dello staff del tasso naturale di disoccupazione”, si legge ancora nei verbali.

La maggior parte dei partecipanti alla riunione della Federal Reserve di fine febbraio “hanno sottolineato i forti investimenti nel settore tecnologico, in particolare la spesa relativa all’Intelligenza artificiale e per data center”, investimenti che “potrebbero aumentare la produttivita’ e quindi l’offerta aggregata”.

Trump e la successione alla Fed

In parallelo, Donald Trump ha annunciato di aver iniziato i colloqui con diverse persone per il ruolo di presidente della Federal Reserve e di aver inserito alcuni candidati inattesi nella lista di coloro che potrebbero sostituire l’attuale presidente, da lui osteggiato, Jerome Powell.
“Abbiamo alcuni nomi sorprendenti e alcuni nomi standard di cui tutti parlano”, ha detto Trump. “Potremmo seguire la strada standard. È bello, ogni tanto, essere politicamente corretti. Ma abbiamo alcuni grandi nomi”, ha detto.
Trump ha poi ribadito che il segretario al Tesoro Scott Bessent non vuole l’incarico e ha continuato a rimproverare Powell, che ha ripetutamente criticato per non aver abbassato i tassi di interesse più rapidamente. “Mi piacerebbe molto far uscire il tizio che è lì… ma alcune persone mi stanno frenando”, ha detto, riferendosi a Powell, il cui mandato come presidente della Fed scade a maggio.