Mondiali addio, ecco i 7 top match dell’estate per le Borse
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Archiviati i Mondiali di calcio, con il trionfo della Spagna, per gli investitori le sfide decisive sui mercati non mancano anche alla luce dei picchi di volatilità delle ultime sedute. Le partire sui mercati non mancheranno nelle prossime settimane tra banche centrali, dati macroeconomici e politica. Gli strategist di Ing ne hanno individuate sette che potrebbero orientare l’andamento dei mercati.
Nuovo premier Oltremanica
Il primo fischio d’inizio arriverà proprio oggi con l’insediamento del nuovo primo ministro britannico. Sul tavolo ci sono un’inflazione destinata ad avvicinarsi al 3,5% durante l’estate e margini fiscali sempre più ridotti. Secondo Ing il mercato sconta un bilancio prudente, ma non si possono escludere sorprese né addirittura elezioni anticipate. Non sappiamo ancora molto sui suoi piani per il bilancio autunnale, ma è probabile che alcune delle sue ambizioni più audaci vengano accantonate a favore di iniziative più semplici – e meno costose – sul costo della vita. “Le ripercussioni per la Bank of England non saranno necessariamente enormi”, è la view degli esperti.
Bce Day il 23 luglio
Il 23 luglio toccherà alla Bce. Francoforte dovrebbe mantenere i tassi invariati, ma il rialzo dei prezzi dell’energia, soprattutto del gas, rende più probabile una stretta a settembre. Ing ritiene che un intervento immediato sia poco probabile, pur riconoscendo che alcuni economisti vedono motivazioni per anticipare la mossa. “I prezzi dell’energia, in particolare del gas, stanno spingendo nuovamente la Bce verso lo scenario di base di giugno. Tali previsioni prevedevano un’inflazione di base superiore all’obiettivo per il prossimo futuro, anche con un ulteriore aumento dei tassi”. Carsten Brzeski, responsabile globale Macro per Ing, sostiene che ci siano validi motivi per agire il prima possibile. , Tuttavia, una mossa a settembre è molto più probabile.
Doppio appuntamento il 30 luglio
Volgendo alla settimana successiva, il focus si sposterà negli Stati Uniti. Il 30 luglio sarà pubblicato l’indice PCE core, la misura d’inflazione preferita dalla Federal Reserve. Dopo il sorprendente rallentamento dell’inflazione, il mercato cercherà conferme che la discesa dei prezzi sia strutturale. Per Ing giocano a favore il rallentamento dei salari, la frenata degli affitti, la fine dell’effetto dei dazi e prezzi della benzina relativamente contenuti.
Sempre il 30 luglio arriverà anche la riunione della Bank of England. Il consensus indica tassi fermi: l’inflazione resta elevata ma non abbastanza da giustificare nuovi rialzi nell’immediato.
Luglio si chiude con l’inflazione Ue
L’ultimo giorno di luglio sarà la volta dell’inflazione dell’Eurozona. Il dato di giugno ha sorpreso positivamente grazie soprattutto al rallentamento dei prezzi alimentari. Resta però da capire se l’inflazione core tornerà a salire nel terzo trimestre, come prevede la Bce.
Servirebbero sia una significativa sorpresa al ribasso sia un allentamento delle tensioni geopolitiche per far naufragare un rialzo dei tassi a settembre.
Payrolls Usa
Il 7 agosto riflettori sul mercato del lavoro americano. La Fed continua a monitorare occupazione e partecipazione della forza lavoro, ma per Ing un aumento di circa 75 mila nuovi posti sarebbe coerente con uno scenario di economia in graduale raffreddamento. “Il quadro è complesso. I dati sull’occupazione del mese scorso hanno mostrato significative revisioni al ribasso. Inoltre, alcuni indicatori relativi ai posti vacanti contraddicono l’aumento registrato nei dati ufficiali”.
Tutti a Jackson Hole
Gran finale dei match estivi sui mercati ci sarà tra il 27 e il 29 agosto con il simposio di Jackson Hole. Più che i discorsi dei banchieri centrali saranno ancora una volta i dati a guidare le aspettative. La convinzione di Ing resta invariata: se l’inflazione continuerà a dare segnali di raffreddamento, la Fed dovrebbe evitare nuovi rialzi dei tassi entro la fine dell’anno.
Tutti i riflettori saranno per Kevin Warsh, all’esordio al simposio. “La sua priorità è l’abolizione della forward guidance – rimarca Ing – anche se a quanto pare nessuno l’ha comunicata ai suoi colleghi. I verbali della Fed della scorsa settimana e un discorso di Christopher Waller sono stati entrambi sorprendentemente chiari su ciò che la Fed deve vedere per evitare un aumento dei tassi.