Le banche (grandi) tornano nel mirino della manovra: ipotesi +0,5 punti sul contributo Irap
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Le banche tornano al centro del dibattito sulla manovra. E in particolare le grandi banche per le quali il Governo starebbe pensando a un contributo extra. La conferma alle voci circolate ieri arriva oggi dal vicepremier Matteo Salvini secondo cui, nel corso del vertice di maggioranza di ieri sulla manovra “si è parlato di un aumento del contributo da chiedere ai grandi istituti bancari, che mi vede assolutamente d’accordo”.
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib segna -1,04% a 42.470,84 punti in apertura. E le banche seguono a ruota perdendo 1 punto percentuale: da Unicredita a Mps fino a Bper.
Gli estremi della misura
Un contributo rivolto “non alle piccole, ma alle grandi banche”, precisa il vicepremier e leader della Lega che “chiuderanno probabilmente questo 2025 con più di 50 miliardi di euro di utili”. Tra le ipotesi emerse durante il confronto un eventuale ulteriore aumento dell’Irap per le banche (di 0,5 punti)
“Se una parte ulteriore di questi maxi guadagni servirà per aiutare famiglie, imprese di difficoltà e assumere le forze dell’ordine è qualcosa che per la Lega e per gli italiani è fondamentale”, osserva ancora.
Qualche giorno fa la Lega aveva proposto con un emendamento di raddoppiare dal 2 al 4% l’aumento dell’Irap a carico di banche e assicurazioni, contando di ricavare così oltre 1 miliardo da destinare all’aumento dei fondi per la sicurezza urbana. Ma le velleità del Carroccio si stanno scontrando con il muro di Forza Italia. Se dovesse concretizzarsi con l’emendamento del leghista Gusmeroli, la misura avrebbe un impatto sul 90% degli istituti. L’ipotesi invece vorrebbe salvaguardare le banche medio-piccole.
Il pacchetto banche
Al momento ammonta a circa 4,4 miliardi la copertura delle banche alla manovra: affrancamento degli extraprofitti, aumento dell’Irap, interventi sulla deducibilità degli interessi passivi e delle perdite sui crediti, e la sospensione della deduzione dei componenti negativi connessi alle Dta.
Gli altri temi sul tavolo
Affitti brevi, estensione dell’iperammortamento, dividendi, l’ampliamento dell’esenzione dell’Isee sulla prima casa, e misure per favorire l’emersione dell’oro da investimenti. Sono questi i principali aggiustamenti alla manovra allo studio del Governo.
Praticamente certa la riduzione della cedolare secca sugli affitti brevi al 21%: l’ipotesi sul tappeto è quella di applicarle l’aliquota ridotta fino a tre immobili.
Banche italiane e solidità
La Banca Centrale Europea ha analizzato lo stato di salute delle principali banche dell’Eurozona, confermando un quadro complessivamente solido e una capacità di assorbimento degli shock superiore rispetto al ciclo precedente. Nel monitoraggio annuale sulla stabilità finanziaria, l’Italia emerge in modo netto grazie ai risultati ottenuti da due player del risparmio gestito – Credem e Mediolanum – e da un leader sistemico come Intesa Sanpaolo, considerati tra gli istituti meglio capitalizzati e più resilienti ai rischi macro-finanziari.
Secondo le valutazioni della Vigilanza bancaria europea, il settore mostra livelli di capitale superiori ai requisiti minimi e un miglioramento nella qualità degli attivi. I coefficienti CET1 si mantengono su valori elevati, mentre prosegue la riduzione degli NPL grazie agli interventi degli ultimi anni e al miglioramento del contesto economico.