Notizie banche Intesa Sanpaolo: utili trimestrali pari a 2,4 miliardi di euro, meglio delle aspettative. Per il 2025 previsti utili oltre i 9 miliardi

Intesa Sanpaolo: utili trimestrali pari a 2,4 miliardi di euro, meglio delle aspettative. Per il 2025 previsti utili oltre i 9 miliardi

31 Ottobre 2025 12:37

Nel terzo trimestre del 2025 il gruppo Intesa Sanpaolo ha riportato utili netti pari a 2,4 miliardi di euro, un risultato migliore delle aspettative. Per quanto riguarda i primi nove mesi dell’anno, l’istituto guidato da Carlo Messina ha riportato un utile netto pari a 7,6 miliardi di euro.

Il risultato, si legge nel comunicato diffuso questo pomeriggio, “è pienamente in linea con la prospettiva di utile netto per il 2025 a ben oltre 9 miliardi”.

Tutti i numeri del comunicato: proventi operativi netti stabili a 20,4 miliardi, EBITDA +1,3%

Gli utili netti del trimestre si sono attestati esattamente a 2,372 miliardi di euro, in leggero calo rispetto ai 2,401 miliardi di euro dello stesso periodo del 2024 ma migliori rispetto al consensus stimato di 2,3 miliardi. La performance complessiva dei primi tre trimestri ha invece registrato un aumento del 5,9%: 7,588 miliardi di euro contro i 7,167 miliardi dei primi 9 mesi del 2024. 

I proventi operativi netti sui nove mesi si sono dimostrati stabili a 20,4 miliardi di euro. Il risultato della gestione operativa ha registrato un aumento dello 0,2%, a 12.476 miliardi di euro, mentre il risultato corrente lordo (EBITDA), ha visto un aumento dell’1,3% nei primi nove mesi, attestandosi a 11.570 miliardi.

Sempre nei sui primi nove mesi, i costi operativi hanno segnato una diminuzione dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale, i finanziamenti verso la clientela sono stati pari a 421 miliardi di euro, un calo dello 0,1% rispetto alla fine di dicembre dello scorso anno e dello 0,2% rispetto al 30 settembre 2024.

I crediti deteriorati ammontano complessivamente, al netto delle rettifiche di valore, a 4,84 miliardi di euro, un calo dell’1,6% rispetto ai 4,92 miliardi registrati al 31 dicembre 2024, con un’incidenza sui crediti complessivi pari allo 0,3%.

La società ribadisce una patrimonializzazione “molto solida”, con coefficienti patrimoniali largamente superiori ai requisiti normativi. Al 30 settembre 2025 il Common Equity Tier 1 ratio si è attestato al 13,9%, in crescita di circa 105 centesimi di punto nei primi nove mesi e di circa 40 centesimi di punto nel terzo trimestre. Il coefficiente è stato calcolato includendo l’impatto negativo di Basilea 4 e deducendo dal capitale 5,3 miliardi di euro di dividendi maturati nei primi nove mesi del 2025.

Brindano gli azionisti: significativo ritorno di cash e possibile altra distribuzione entro fine anno

“Il solido andamento economico e patrimoniale” di quest’anno “si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder e non solo per gli azionisti, fondata anche sul forte impegno ESG del gruppo”, si legge nel comunicato.

Significativo è il ritorno cash per gli azionisti: 5,3 miliardi di dividendi maturati nei nove mesi del 2025, di cui 3,2 miliardi in distribuzione come acconto dividendi il mese prossimo, che vanno ad aggiungersi al buyback pari a 2 miliardi di euro concluso a ottobre 2025.

Complessivamente, per il 2025, Intesa Sanpaolo “prevede una forte distribuzione di valore”. In particolare viene sottolineato “un payout ratio cash pari al 70% dell’utile netto consolidato per ciascun anno del Piano di Impresa”,
con un aumento del dividendo per azione relativo al 2025 rispetto all’importo relativo allo scorso anno. Ci sarà inoltre un’ulteriore distribuzione per il 2025, che verrà quantificata una volta approvati i risultati annuali.

Previsioni per tutto il 2025: ricavi e utili in crescita, riduzione costi operativi

Intesa Sanpaolo comunica che il Piano di Impresa 2022-2025 è prossimo al completamento e la prospettiva di utile netto per il 2025 è “ben oltre 9 miliardi di euro includendo le azioni gestionali nel quarto trimestre dell’anno per l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo”.

Tra i fattori che contribuiranno alla previsione di ricavi in crescita nel 2025 vi sono l’hedging sulle poste a vista, l’incremento delle commissioni nette e il risultato dell’attività assicurativa.

L’istituto prevede una riduzione dei costi operativi grazie ad una diminuzione di personale, sia per uscite volontarie che per turnover naturale, e ai benefici portati dalla tecnologia e dalla razionalizzazione degli immobili.

Viene stimato anche un basso costo del rischio, grazie ad un basso stock di crediti deteriorati e ad un portafoglio crediti di elevata qualità. Sono previsti anche minori tributi ed altri oneri, non essendoci più contribuzione al fondo di garanzia dei depositi.