Mps, Jefferies dice ancora buy. “Sorprese nel quarto trimestre, dividendi e piano saranno catalizzatori”
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Upside su Mps. In una approfondita analisi sul gruppo gli analisti di Jefferies scommettono sulla banca e sulle sinergie con Mediobanca ancora sottovalutate. A fare da traino saranno i dividendi e il piano che sarà presentato a inizio 2026. Confermato il rating buy aumentato il dps (dividendo) 2025 e 2026 in media del 24%.
Dopo una partenza sprint, il titolo sale dello 0,5% a 8,73 euro a metà seduta.
L’analisi
Secondo gli analisti di Jefferies, il terzo trimestre ha fornito maggiore chiarezza sulle distribuzioni del capitalee, “sebbene il Cet1 sia stato inferiore alle aspettative (ma superiore al consenso), il quarto trimestre potrebbe riservare sorprese positive con la finalizzazione del processo di purchase price allocation”. Gli analisti hanno così aumentato il DPS nel 2025 e nel 2026 in media del 24% e ribadito il rating buy, “poiché riteniamo che la storia azionaria di Mps sia rafforzata”.
Attesa per il piano e i dividendi
Il piano aziendale post integrazione con Mediobanca è previsto per l’inizio del prossimo anno, ed è secondo gli analisti “un catalizzatore”. Insieme al dividendo.
“Durante la call, il management ha ribadito il suo impegno a rimpatriare il capitale degli azionisti, con un Dps previsto per quest’anno sostanzialmente in linea con il 2024. Ancora più importante, il management è impegnato anche ad aumentare il Dps per il prossimo anno. Ulteriori dettagli sull’argomento saranno presentati in occasione dell’aggiornamento del piano aziendale.
“Da parte nostra, abbiamo aumentato le previsioni sul Dps di oltre il 20% nel 2025 e nel 2026; tuttavia, questo è solo l’inizio, e il momento principale sarà il Dps 2027/2028, quando le sinergie entreranno in azione e verrà rivelato il potenziale di distribuzione sottostante, con rendimenti ancora in territorio a due cifre, nonostante la recente impennata del prezzo delle azioni. Dividendi straordinari o riacquisti azionari potrebbero rivelarsi la scelta migliore”.
Il CET1
Nel terzo trimestre, il CET1 è stato molto più forte del consensus e si è attestato al 16,9%, contro il 15,1% previsto. “Dato che l’impatto complessivo dell’acquisizione non si è ancora concretizzato, attendiamo i risultati del quarto trimestre per trarre conclusioni definitive sul consumo di capitale dell’operazione. Un impatto positivo potrebbe derivare dalla finalizzazione del processo di allocazione del prezzo di acquisto (PPA) nel quarto trimestre e notiamo che il fair value delle attività e passività finanziarie di Mediobanca era di circa 1,7 miliardi di euro superiore al loro valore contabile a giugno 2025, un dato che non è stato ancora riflesso nei dati di Mps e che potrebbe avere un impatto positivo sulla base patrimoniale nel quarto trimestre”.
Stime e target
“Prevediamo una crescita dell’Eps del 5% nel 2026, grazie a una più rapida implementazione delle sinergie e a previsioni di un costo del rischio inferiore. I risultati del terzo trimestre di Mediobanca sono in gran parte compensati da ipotesi di tassi più elevati, poiché ora integriamo l’Euribor a 3 mesi a 200 punti base per i prossimi anni, rispetto ai 180 punti base precedenti”.
Jefferies declassa l’Eps 2027/2028 di circa il 2%, principalmente a causa delle maggiori imposte previste sulle banche italiane. L’aumento del target price è dovuto a previsioni di TNAV più elevate e a un CoE ridotto al 12% dal 13,5%.
Gli analisti valutano Mps come “buy”.
“Riteniamo che il mercato sottovaluti il potenziale dell’operazione con Mediobanca. Grazie alle sinergie derivanti dall’operazione, intravediamo un potenziale per un rendimento da dividendi best-in-class, soprattutto a partire dal 2027 e dal 2028, quando le sinergie saranno pienamente concretizzate. Il buffer di capitale di Mps è uno dei più elevati in Europa, il che ci dà fiducia nelle distribuzioni”.