Notizie Europa Lagarde: aspettative di inflazione rimangono ancorate, ma la guerra pesa sulle decisioni BCE

Lagarde: aspettative di inflazione rimangono ancorate, ma la guerra pesa sulle decisioni BCE

22 Maggio 2026 12:42

La riunione di giugno si presenta per la BCE come uno snodo delicato: il nuovo shock energetico legato alla guerra in Iran riaccende le pressioni sui prezzi, mentre l’economia dell’area euro mostra segnali di debolezza. Lagarde mantiene una linea prudente e rinvia ogni indicazione alle nuove proiezioni, ma nel Consiglio direttivo prende corpo l’idea di un rialzo dei tassi per confermare l’impegno sul target di inflazione al 2%.

Resta da capire se si tratterà di una mossa isolata o dell’avvio di una stretta più ampia.

Lagarde prende tempo sui tassi BCE

Christine Lagarde mantiene una linea prudente in vista della riunione della Banca Centrale Europea dell’11 giugno, mentre la guerra in Iran alimenta un nuovo shock energetico e complica lo scenario per inflazione e crescita. Dopo l’Eurogruppo di Nicosia, la presidente della BCE ha ribadito che le aspettative di inflazione di lungo periodo restano nel complesso ancorate all’obiettivo del 2%, ma ha avvertito che gli effetti del conflitto dipenderanno dall’intensità e dalla durata del rialzo dei prezzi dell’energia e dalla loro trasmissione al resto dell’economia. Per questo motivo, la situazione nel breve periodo è “particolarmente complicata” e le scelte di politica monetaria per assicurare la stabilità dei prezzi dipenderanno dai dati mese per mese.

Lagarde ha anche richiamato i governi europei alla prudenza sulle misure fiscali contro il caro energia, che dovrebbero rispettare i principi delle “tre T“: temporanee, mirate e calibrate su misura. Eventuali deviazioni da questa impostazione, ha spiegato, rischierebbero di rendere meno coerente il mix tra politica fiscale e politica monetaria. Sui tassi, invece, nessuna indicazione esplicita: la BCE continuerà a decidere “riunione per riunione” e sulla base dei dati disponibili, con l’obiettivo di riportare stabilmente l’inflazione al 2% nel medio termine.

BCE divisa tra credibilità anti-inflazione e rischio di frenare l’economia

La Banca Centrale Europea si avvicina alla riunione di giugno con un equilibrio sempre più delicato tra la necessità di difendere la credibilità del target di inflazione al 2% e il rischio di irrigidire troppo la politica monetaria in una fase di rallentamento economico. Christine Lagarde ha scelto una linea prudente, evitando di fornire indicazioni nette sulla prossima decisione e ribadendo l’approccio basato sui dati, riunione dopo riunione. La presidente della BCE ha ricordato che le aspettative di inflazione restano nel complesso ben ancorate, ma ha anche sottolineato l’elevata incertezza legata agli effetti della guerra in Iran sui prezzi dell’energia e sull’attività economica.

Più esplicito Alexander Demarco, membro del Consiglio direttivo e governatore della banca centrale di Malta, secondo cui a giugno potrebbe rendersi necessario un rialzo dei tassi per inviare un segnale di fermezza al mercato ed evitare che la BCE appaia in ritardo rispetto alla dinamica dei prezzi. L’inflazione salita al 3% e il rischio di energia cara più a lungo rafforzano l’ipotesi di un intervento, anche se Demarco ha precisato che, con l’inflazione di fondo in rientro verso il 2%, pochi segnali di effetti indiretti e aspettative di medio-lungo periodo ancora stabili, non sarebbe al momento necessario immaginare una lunga sequenza di rialzi. Le nuove proiezioni macroeconomiche saranno decisive per capire se un solo aumento potrà bastare o se il Consiglio direttivo dovrà muoversi ancora.