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La rinvincita dei gestori sugli investitori fai da te: ecco il fondo che ha fatto +72% con Tesla e ‘le altre’

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Ha decisamente molti motivi per festeggiare Baillie Gifford, la società di investimenti scozzese, che ha ben 112 anni di storia alle sue spalle : aver scommesso in primis su Tesla, ma anche sui titoli di società come Beyond Meat e Zoom Video Communications, in tempi di COVID-19, ha fatto la fortuna del suo fondo azionario globale Urquhart, gestito dall’omonimo Mark Urquhart e da Tom Slater.

Tesla vehicles are on display at a Tesla store in Palo Alto, California, United States on October 3, 2019. Telsa Inc. shares fell more than 4 percent on Thursday, after a weaker than expected 3rd quarter deliveries. (Photo by Yichuan Cao/NurPhoto via Getty Images)

Il fondo ha conquistato il primo posto nella classifica dei migliori stilata da Morningstar, con un guadagno quest’anno pari a +72%.
Merito in gran parte della grande scommessa che Baille Gifford ha fatto soprattutto su Tesla, il colosso delle auto elettriche fondato da Elon Musk, le cui quotazioni sono balzate quest’anno del 400%.
Il fondo di global equity, del valore di 5,8 miliardi di dollari, si è confermato il numero uno tra i fondi rivali del Regno Unito, conquistando le vette della prestigiosa lista.
Il successo della strategia è stato confermato anche dai fondi che si sono posizionati al secondo e al terzo posto, gestiti anch’essi da Baillie Gifford. Anche in questo caso, la maggiore partecipazione detenuta è stata Tesla.
Così come ha scritto Bloomberg in un articolo dedicato ai fondi:  il gestore Urquhart e i suoi colleghi hanno cercato (- e con ottimi risultati  -) di dimostrare i vantaggi che si ottengono facendo affidamento sui gestori dei fondi e sulla loro capacità di scoprire in anticipo, rispetto agli investitori fai da te, i “winners”, i vincitori di mercato.
Investire in Tesla, infatti, non è stata certo una scelta che i fondi hanno fatto dall’oggi al domani.
La prima volta che il colosso di investimenti Baillie Gifford ha acquistato il titolo Tesla è stato all’inizio del 2013, quando l’azione veniva scambiata a un valore inferiore a 10 dollari. Il gigante di Musk ha attraversato poi diverse fasi, anche di stock split, ovvero di frazionamenti azionari. Quello più recente è avvenuto pochi mesi fa, ed è stato pari a 5 a 1: ma anche con questa operazione, l’azione vale oggi più di 400 dollari.

Alla ricerca della prossima Tesla: scommesse su Beyond Meat e Zoom

Il fondo di global equity di Urquhart, lanciato nel 2017, sta andando ora a caccia della prossima Tesla, facendo incetta di azioni come quelle di Beyond Meat, per l’appunto, o di Zoom Video Communications: azioni di società pioniere nel cambiamento delle abitudini sociali. La prima ha trasformato il modo in cui mangiamo, mentre la seconda ha rivoluzionato il modo in cui si interagisce, rivelandosi risorsa preziosa in tempi di Covid-19 e relativi e conseguenti lockdown.
C’è da dire che, se Tesla ha fatto la fortuna di Baillie Gifford, Baillie Gifford non ha fatto sempre la fortuna di Tesla. Non l’ha fatta sicuramente all’inizio di settembre, quando il titolo della società di Elon Musk è precipitato in poche ore del 10%, dopo la decisione della società di investimenti, principale azionista esterno del gruppo, di ridurre la propria partecipazione . Ma si è trattato di una reazione emotiva a un fatto che per ora non desta particolari preoccupazioni: nel commentare lo smobilizzo delle azioni , è stato lo stesso James Anderson, socio di Baillie Gifford dal 1987, a rassicurare sull’intenzione di rimanere azionista significativo (di Tesla) per molti anni ancora.
“Rimaniamo molto ottimisti sul futuro della società”, ha detto Anderson, che ha motivato la mossa con il rally da urlo del titolo Tesla e con la conseguente necessità di rispettare le linee guida della normativa sulla concentrazione (di azioni) nei fondi.
Baillie Gifford è un growth investor, ovvero una società di investimenti in cui i gestori dei fondi che ragionano secondo un’ottica di lungo periodo, e che puntano su quelle società che, secondo le loro stesse stime, sono destinate a crescere in modo sostenuto. Tesla ha inciso, a tal proposito, per il 10,7% degli asset presenti nel Long Term Global Growth Investment Fund di Urquhardt alla fine di agosto, secondo gli ultimi dati della fine di agosto. In media, stando ai dati compilati da Morningstar, i fondi britannici di global equity hanno guadagnato il 14,9% da inizio anno fino al 30 settembre, confermandosi la categoria di fondi, nel Regno Unito, che ha fatto meglio delle altre. I fondi di Baillie Gifford si sono distinti come i migliori dei migliori. Dopo Urquhart, che ha fatto +72%, un secondo fondo di Baillie Gifford gestito da Kate Fox ha guadagnato il 56,5%, mentre un terzo fondo, sempre del colosso degli investimenti, ha fatto oltre +52%.
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