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La fine di un’era: le tappe e le incognite del dopo-Merkel per la Germania e l’UE

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Tutto pronto per eleggere il successore di Angela Merkel. Inizia oggi una due giorni di riunioni da parte dei 1001 delegati della Cdu, l’Unione cristiano-democratica, il partito della Cancelliera che dovranno votare il nuovo leader. La votazione digitale si svolgerà sabato e poi i delegati dovranno confermare il loro voto per posta. Il risultato sarà annunciato venerdì 22 gennaio.

Finisce l’era di Angela Merkel

L’elezione di questo fine settimana del nuovo leader per la CDU potrebbe portare alla luce un candidato idoneo a succedere alla Merkel, ma la scelta finale avverrà in una fase successiva. In ogni caso la decisione avrà un ruolo chiave nel plasmare il futuro della Germania e dell’Europa.
Angela Merkel è leader del partito dall’aprile 2000 ed è cancelliera tedesca dal novembre 2005. Nel dicembre 2018, alla Merkel è subentrata la sua delfina, Annegret Kramp-Karrenbauer, che dopo diversi intoppi politici e comunicativi, ha annunciato le sue dimissioni da leader del partito nel febbraio 2020. Da allora, due tentativi di organizzare un’assemblea di partito per votare un nuovo leader sono stati rinviati a causa della pandemia. Sotto la guida di Angela Merkel, la CDU si è trasformata in centro politico in Germania, coprendo anche temi tipicamente socialdemocratici o verdi. Questo l’ha aiutato ad essere uno dei pochissimi partiti in Europa a guadagnare tra il 30% e il 40% del consenso popolare e a governare il Paese con un solo partner di coalizione. Negli ultimi anni, tuttavia, e in parte per la crisi dei rifugiati, l’ascesa dell’AfD , il partito di destra ha minato il sostegno alla CDU, in particolare nella Germania dell’Est, e ha portato a un acceso dibattito all’interno del partito sul suo futuro corso.

Chi sono i tre candidati

I tre candidati alla guida della Cud sono tre uomini, tre anime del partito: Armin Laschet, Friedrich Merz e Norbert Röttgen. Tutti e tre veterani politici, hanno ricoperto o ricoprono ancora ruoli diversi nel partito.
Friedrich Merz, antagonista di lunga data della Merkel, nel 2018 ha annunciato la sua candidatura a dirigere il partito dopo che la cancelliera ha deciso di dimettersi come leader della CDU. Le posizioni politiche di Merz differiscono da quelle della cancelliera Merkel su diverse questioni, ed è considerato socialmente più conservatore ed economicamente più liberale. Merz sostiene una rottura delle politiche centriste della Merkel e ha dichiarato a der Spiegel che la CDU deve “uscire dall’ombra di Angela Merkel”.
Al contrario, Armin Laschet, premier dello Stato del Nord Reno-Westfalia vice leader della CDU è più in linea con l’eredità della Merkel, politicamente centrista e più incline a costruire il consenso rispetto a Merz. È a favore di un’ulteriore integrazione europea e ha sostenuto l’idea di lanciare gli eurobond come soluzione per affrontare il debito dell’area dell’euro nella crisi del 2011. È stato anche un sostenitore della politica liberale della Merkel durante la crisi migratoria del 2015. Uno dei suoi principali punti di forza è il sostegno di Jens Spahn, il ministro della salute, che andrebbe a ricoprire il ruolo di vice se dovesse assumere la  leadership del partito.
Infine Rorbert Röttgen è stato il primo candidato a partecipare ufficialmente alla gara nel febbraio 2020 ed è politicamente più vicino a Laschet che a Merz. Capo della Commissione affari esteri del Bundestag, è un sostenitore centrista, filoeuropeo e forte del partenariato franco-tedesco. Tuttavia, anche se molto vicino alla Merkel fino al 2012, è stato licenziato dal governo dopo aver guidato il partito alla sconfitta delle elezioni regionali del Nord Reno . Westfalia.

Quali saranno le prospettive per le elezioni di settembre

Il cammino verso le elezioni di settembre è ancora lungo affermano gli analisti di ING ma il voto dei dirigenti della CDU di questo fine settimana sarà solo un primo, anche se importante, passo. Contrariamente ad altri paesi europei, né la corsa alla leadership della CDU né le elezioni generali possono essere ridotte alla semplice domanda se la Germania diventerà più o meno “europea”. In realtà, gli unici partiti potenzialmente antieuropei sono l’estrema sinistra e l’estrema destra e insieme sostengono meno del 20% nei sondaggi. La domanda migliore da porsi è se il prossimo governo tedesco sarà a favore di una maggiore o minore integrazione dell’eurozona. La risposta a questa domanda non dipende solo dall’esito della corsa alla leadership della CDU, ma anche dai partner della coalizione. Attualmente, potrebbero essere possibili molte configurazioni, che vanno da un governo di coalizione  CDU-Verdi a un governo di centro-sinistra, guidato dalla SPD.
Molto può accadere e accadrà ancora tra le elezioni della leadership della CDU e le elezioni nazionali di settembre ma vale la pena seguire la politica tedesca quest’anno.