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Marijuana light a domicilio, Justmary fa boom a Milano e sogna la Borsa nel 2020

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Obiettivo Piazza Affari per Justmary, la startup di consegna a domicilio di cannabis light che con il secondo round di crowdfunding che ha visto la valutazione della società schizzare a 1,7 milioni di euro.

Il nuovo round di finanziamento arriva pochi mesi dopo la prima campagna con la valutazione di Justmary cresciuta di oltre il 65% in 5 mesi dagli 1,1 milioni di euro della prima campagna.

 

Cannabis delivery, ecco come funziona

La startup è operativa con il suo servizio di delivery a Milano, ma punta a espandersi preso in altre città. JustMary.fun assicura un servizio di delivery dalle 18 alle 24, garantendo la consegna in 45 minuti dall’ordine e offre la possibilità di pagare alla consegna in contanti o carta di credito. I fattorini girano in borghese per proteggere la privacy dei clienti.

Per cannabis legale light s’intende quella tipologia di cannabis che presenta un principio attivo più basso dello 0,6%. Dal 2016 la sua produzione e commercializzazione sono legali in Italia a patto che l’indice THC non sia superiore al limite tollerato dello 0,6%.

Nuovo round di crowdfunding da 300mila euro

Justmary offre un servizio che consente di ordinare e ricevere a casa marijuana Light in meno di 45 minuti e nell’intento di accelerare la sua espansione si è affidata nuovamente all’equity crowdfunding per raccogliere capitale da destinare a nuove aperture. “Già in molti hanno creduto nelle potenzialità del nostro servizio – dichiara Matteo Moretti, fondatore della startup milanese – . Nella prima raccolta fondi, grazie a 105 investitori, è stato raggiunto un grande obiettivo. Il capitale è stato utilizzato per rafforzare la presenza su Milano, potenziando la strategia di marketing e la piattaforma di delivery”.

 

Crescita vertiginosa, verso avvio servizio in altre 2 città

Justmary ha evidenziato oltre 55 mila euro di fatturato nel primi due mesi del 2019 e cresce al ritmo di oltre il 100% rispetto al 2018 con picchi di oltre 30 ordini giornalieri. “Vogliamo superare i 2 milioni di fatturato entro il 2020 e creare occupazione nel nostro Paese – aggiunge Moretti – Grazie a questo secondo round sarà possibile potenziare la presenza nelle località attualmente servite ed essere presenti, entro il 2019, in ben 4 città italiane con un anno di anticipo rispetto al piano industriale presentato a ottobre 2018. Stiamo conquistando numeri 5 volte superiori al budget e questo ci da la forza di accelerare l’espansione. Siamo confidenti di aprire il servizio, entro il mese di aprile 2019, in altre 2 città che annunceremo a breve”.

 

Le ambizioni del fondatore sono elevate e si pensa già all’Ipo, divenendo così la prima società di cannabis delivery a essere quotata in borsa in Italia e in Europa. L’accordo di fattibilità del processo di Ipo con la Pairstech Capital Management LLP, decimo fra i player più attivi sul mercato in Italia, è già stato siglato.

“Questo è un mercato globale dal valore di oltre 166 miliardi di dollari e anche a Piazza Affari, dopo il Nasdaq, sarà possibile comprare azioni legate alla marijuana”, afferma Moretti.