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JP Morgan da sola vale 25 volte Deutsche Bank e quasi 10 volte Intesa, i risultati del decennio perduto per le banche Ue

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Nessuna banca Usa aveva mai messo a segno un anno simile. JP Morgan Chase entra nella storia con un 2019 da capogiro: 36,4 miliardi di dollari di utile netto, +12% e pari al miglior anno di sempre per una banca Usa. Il colosso bancario guidato da Jamie Dimon ha registrato un aumento dei profitti del 21% nel quarto trimestre, oltre le attese del mercato. L’utile netto nel quarto trimestre è salito a 8,52 miliardi di dollari, o 2,57 dollari per azione, da 7,07 miliardi di dollari, o 1,98 dollari, di un anno prima. Il dato batte la stima media di 2,36 dollari di 23 analisti intervistati da Bloomberg. “JPMorgan Chase ha prodotto ottimi risultati nel quarto trimestre del 2019, chiudendo un anno solido per la società nel quale abbiamo raggiunto molti record, inclusi ricavi record e reddito netto”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato James Dimon. “Mentre ci troviamo di fronte a un livello costantemente elevato di complesse questioni geopolitiche, la crescita globale si è stabilizzata, anche se a un livello più basso, e la risoluzione di alcune questioni commerciali ha contribuito a sostenere l’attività dei clienti e del mercato verso la fine dell’anno”, ha concluso Dimon.

Il decennio perduto delle banche Ue

Numeri che hanno spinto il titolo JPM a Wall Street sopra la soglia dei 140 dollari, in rialzo del 2% circa e sui nuovi massimi assoluti. Una cavalcata che per la banca Usa va avanti da tempo e il bilancio degli ultimi 10 anni in borsa è addirittura di +213%. Nulla a che vedere con crisi cronica in Borsa delle banche europee. L’indice Stoxx Europe 600 Banks nello stesso arco di tempo è sceso del 38%. 
Il mercato degli investitori globali attribuisce al colosso Made in Usa un valore di 430 miliardi di dollari che da solo è superiore a quello della somma delle prime dieci banche europee, ossia 378 miliardi di dollari. Tanto per fare un raffronto, le prime sei banche Usa valgono in Borsa circa 1.300 miliardi di dollari.

Le maggiori 10 banche Ue annoverano anche due italiane:  Bnp Paribas, Santander, Ing, Intesa Sanpaolo, Crédit Agricole, Bbva, Unicredit, Deutsche Bank, Abm Amro e Commerzbank. Il confronto diventa ancora più schiacciante guardando alle singole realtà europee. Intesa Sanpaolo vale poco più di un decimo di JP Morgan, addirittura la banca Usa vale circa 24,5 volte Deutsche Bank, la maggior banca tedesca e in grossa difficoltà in questi anni. 

I nodi da sciogliere per colmare il gap

La supremazia delle banche Usa, con JP Morgan in testa, rispetto a quelle europee la si spiega con vari motivi: dalla forza del mercato al Governo Usa fino alla frammentazione europea in cui i singoli Stati sono da ostacolo alla creazione di banche paneuropee. Il futuro per queste banche non sembra roseo se non si adegueranno alle novità  e all’ingresso di nuovi attori Fintech. La società di consulenza McKinsey rimarca come il Fintech sta profondamente cambiando le abitudini dei clienti delle banche e per alcune banche il rischio è quello di diventare delle “note a piè di pagina della storia” se non cambieranno profondamente dedicando più investimenti all’innovazione.  In questo quadro colossi come appunto JP Morgan che ha annunciato un piano di investimenti da 20 miliardi di dollari, faranno ancora la parte da leone.