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Jim Rogers: dollaro Usa un asset rifugio? Macché: ‘fondamentali orribili, è una bolla’

Gli ostacoli a cui il biglietto verde fa fronte sono diversi, tra cui il fatto che gli Stati Uniti siano “la più grande nazione debitrice della storia del mondo”.

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“C’è molta gente che pensa che il dollaro Usa sia un asset rifugio, un asset sicuro. Non lo è. I fondamentali (dell’America) sono orribili. Nessuno sano di mente acquisterebbe dollari Usa. Io ne ho parecchi…perchè non sono sano di mente. Presumo però che anche il resto del mondo non lo sia, visto che lo stanno acquistando tutti”. A parlare è Jim Rogers, presidente di Rogers Holdings, co-fondatore insieme a George Soros del fondo Quantum e di Soros Fund Management.

A tal proposito, vale la pena ricordare che il fondo Quantum venne fondato da Rogers e Soros nel 1973 e guadagnò +4.200% in un periodo di dieci anni.

Jim Rogers lo lasciò sette anni dopo averlo fondato (non partecipò dunque all’operazione con cui Soros affondò la lira e la sterlina nel 1992).

Classe 1942, Rogers è tra gli investitori più seguiti al mondo, noto soprattutto per le sue posizioni contrarian nel settore delle commodities. In un’intervista rilasciata a Real Vision qualche giorno fa, da Singapore, dove attualmente vive con la sua famiglia – e non per caso, visto che si è trasferito per permettere alle sue due figlie di imparare il mandarino, convinto che la Cina sarà il centro della crescita globale ancora per molti anni a venire – Rogers ha confermato che la sua scommessa numero uno rimane tuttora il blocco delle economie Asean (ovvero le economie del sud-est asiatico).

Anch’esse, ha comunque ammesso, soffriranno l’attuale guerra commerciale e l’indebolimento delle esportazioni.

“Forse non soffriremo come l’Italia, ma stiamo per capire che c’è qualcosa che non va. Chi farà affari con gli Stati Uniti e con l’Ue pagherà il conto più alto”, ha detto Rogers, manifestando al contempo tutto il suo scetticismo nei confronti del trend del dollaro Usa. Che potrà continuare anche a salire – questo non lo nega – fino a quando ci sarà lo scoppio della bolla speculativa. Sarà allora, ha detto Jim Rogers, che lui deciderà di smobilizzare la valuta.

“Non sono molto bravo a prevedere il timing del mercato ma credo che ciò accadrà nel prossimo periodo di crisi che, a mio avvisò, arriverà tra due o tre anni”.

D’altronde, gli ostacoli a cui il dollaro Usa fa fronte sono diversi,  tra cui il fatto che gli Stati Uniti siano “la più grande nazione debitrice della storia del mondo“, e che paesi come Cina, Russia e Brasile facciano fatica a trovare una moneta internazionale alternativa.

Dal canto suo, Rogers ha detto comunque che, nel momento in cui capirà che per il dollaro sarà finita, si posizionerà sullo yuan cinese e/o sull’oro. Al momento, ha continuato l’investitore americano, non si è posizionato invece su Wall Street, e l’unica borsa che davvero lo interessa è quella di Mosca.

In generale, ha detto ancora nell’intervista, Jim Rogers è ancora convinto che si stia per avvicinare “il peggiore mercato orso” mai visto in vita sua”.