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Italia smette di crescere, a rischio tutte le stime. Spread balza oltre 300

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La crescita dell’economia italiana si ferma. Secondo i dati diffusi dall’Istat, nel terzo trimestre del 2018 il Prodotto interno lordo (Pil) tricolore, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Su base annua il Pil ha mostrato una crescita dello 0,8 per cento. Si tratta della stima preliminare dell’Istat che parla di un’economia italia “stagnante”. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +1,0%. Arresto della crescita che se confermato dalle prossime lettura potrebbe rendere ancora più difficile il conseguimento degli obiettivi sul fronte deficit.

Rilevazioni che deludono anche le aspettative degli analisti che pronosticavano una crescita dello 0,2% su base trimestrale e dell’1% su base annua. Di fronte a questo dato debole l’indice Ftse Mib ha accelerato al ribasso (-0,9% a 18.869 punti) e lo spread tra Btp e Bund ha infranto quota 300 punti base.

La dinamica dell’economia italiana è risultata stagnante, segnando una pausa nella tendenza espansiva in atto da oltre tre anni”, si legge nel commento dell’Istat ai dati del terzo trimestre 2018. “Giunto dopo una fase di progressiva decelerazione della crescita, tale risultato implica un abbassamento del tasso di crescita tendenziale del Pil, che passa allo 0,8%, dall’1,2% del secondo trimestre”, prosegue l’istituto di statistica, aggiungendo che “questa stima, che ha natura provvisoria, riflette dal lato dell’offerta la perdurante debolezza dell’attività industriale (manifestatasi nel corso dell’anno dopo una fase di intensa espansione) appena controbilanciata dalla debole crescita degli altri settori”.

 

Anche le associazioni dei consumatori accolgono male il dato sul Pil e invitano il governo a rimettere mano alle stime del Def. “E’ di tutta evidenza che la nostra economia sta pesantemente rallentando e che la stima del Governo contenuta nel Def, di avere una crescita nel 2018 pari all’1,2% è ormai, purtroppo, una chimera“, commenta a caldo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), dopo la pubblicazione dei dati da parte dell’Istat. “Di conseguenza salta anche la stima di avere nel 2019 un Pil a +1,5% e tutte le previsioni in rapporto al Pil, ossia deficit e debito, sia per il 2018 che per il 2019”, prosegue Dona. Secondo l’associazione il Governo deve rimette mano a “tutti i calcoli, visto che le stime del Def sono, alla luce dei dati di oggi palesemente sballate”.

 

Proprio sul fronte crescita c’era stato un botta e risposta (a colpi di tweet) tra l’economista Carlo Cottarelli e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Su Twitter Cottarelli scriveva nei giorni scorsi: “Tria dice che la mia opinione che una crescita dell’1,5% è difficile per il 2019 è superficiale. Ma se la crescita nel Q3 del 2018 è, come stima BI, 0,1% e ipotizzando 0,2% nel Q4, per arrivare a 1,5% serve 0,5% al trimestre per tutto il 2019. Molto difficile”.