Unicredit, serve un altro pieno di utili per riaccendere il rally. Preview e super target analisti sul titolo
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Se oltreoceano in questi giorni sarà il turno delle trimestrali di gran parte delle Big Tech, in Italia l’earning season entra nel vivo con l’arrivo, tra le big del listino, dei numeri di Unicredit, Stm ed Eni.
Banche di nuovo sotto i riflettori
Sarà proprio Unicredit la prima big ad aprire le danze con cda in agenda oggi e diffusione dei conti domani mattina prima dell’avvio delle contrattazioni, seguiti dalla conference call del ceo Andrea Orcel.
In generale il terzo trimestre dovrebbe essere stato senza sussulti per le banche, con il trend del margine d’interesse ancora in moderato calo in scia al calo dei tassi. Dopo l’abbuffata di risiko, gli analisti ritengono ancora che i potenziali catalyst futuri potrebbero diventare i nuovi piani industriali con Intesa, Mps e Bper pronte ad aggiornarli nel 2026 “consentendo agli investitori di apprezzare meglio il potenziale di crescita”, rimarca l’ultimo report di Barclays sulle banche italiane. “I fondamentali delle banche italiane sono solidi – aggiunge la casa d’affari britannica – sebbene la crescita dell’utile per azione in Italia sia in media inferiore rispetto ad altri paesi europei a causa della sensibilità ai tassi di interesse e della limitata crescita del Pil”.
Tuttavia, aggiunge Barclays, il rendimento da dividendi e le valutazioni rimangano interessanti e “diversi aggiornamenti dei piani aziendali per il prossimo anno (almeno ISP, BPER, MPS) come potenziali catalizzatori”.
La preview dei conti del 3° trimestre
Tornando a Unicredit, l’istituto di piazza Gae Aulenti è atteso continuare a macinare utili anche nel terzo trimestre anche se a un ritmo inferiore rispetto alla prima metà dell’anno. Il consensus disponibile sul sito di Unicredit indica un utile netto di circa 2,44 miliardi di euro, in lieve calo rispetto ai 2,51 miliardi dell’analogo trimestre del 2024. Il margine di interesse (NII) è stimato a circa 3,4 miliardi di euro. La tenuta del NII è considerata resiliente, sebbene si preveda una leggera contrazione (circa -0,3% rispetto al trimestre precedente) a causa della progressiva normalizzazione dei tassi euribor. I ricavi dovrebbero attestarsi attorno ai 6 miliardi di euro, mentre a livello patrimoniale, il coefficiente CET1 è atteso scendere al 14,4%. Su quest’ultimo gli analisti sottolineano come pesa principalmente il consolidamento a equity method delle partecipazioni in Commerzbank e Alpha Bank.
Verso un altro trimestre solido e conferma della guidance
Gli analisti di Equita si aspettano un trimestre “solido” con il margine di interesse in calo del 4% circa a 3,4 miliardi, mentre le commissioni sono viste crescere del 2% e l’utile attestarsi a 2,48 miliardi.
Unicredit nella prima metà dell’anno ha riportato un utile netto di 6,1 miliardi. Per tutto il 2025 in consensus degli analisti è di un utile netto di 10,7 miliardi di euro, poco superiore rispetto ai 10,5 miliardi della guidance della banca, aggiornata al rialzo a metà anno. Per il 2026 le previsioni indicano una stabilità in termini di utili, con un leggero aumento dell’EPS e dei dividendi, confermando la solidità della banca.
Titolo a +64% Ytd, ma trend si è invertito nell’ultimo mese
Da inizio anno Unicredit vanta uno dei migliori record tra le banche di Piazza Affari con un saldo positivo di circa +64%. Il valore di mercato del colosso di piazza Gae Aulenti supera i 96 miliardi, poco sopra la rivale Intesa Sanpaolo (95 mld).
A ben guardare il grafico della banca milanese la corsa rialzista ha subito un deciso stop negli ultimi due mesi. Il massimo annuo risale al 22 agosto a 69,82 euro, ed oggi il titolo dista quasi il 10% da tale picco.
“Dopo gli annunci estivi sul rapporto CET1 che si dirige al 14%, il capitale/distribuzione potrebbe essere al centro dell’attenzione durante la conference call”, è l’opinione degli analisti di Barclays.
Tra gli analisti prevalgono i buy, ecco il potenziale upside
In generale tra gli analisti prevalgono i giudizio positivi sul titolo Unicredit. Il 58,3% dice buy, il 33,3% è hold, mentre l’8,4% è sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 70,4 euro, con quindi un potenziale upside dell’11%.
Equita settimana scorsa ha ritoccato al rialzo del 2% circa le stime 2026-2027 su Unicredit con target price a 71,5 euro (rating buy), con quindi un potenziale upside di circa il 16% rispetto ai livelli attuali.
Tra i più positivi spicca Goldman Sachs che indica un prezzo obiettivo a 80,5 euro.