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Preview Intesa Sanpaolo: solido utile nel primo trimestre 2021, coro di buy da analisti aspettando pioggia dividendi d’autunno

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Le big bancarie di Piazza Affari si apprestano a dare in pasto agli investitori i conti del primo trimestre 2021. Intesa Sanpaolo apre oggi le danze con conti dei primi 3 mesi 2021 in arrivo a metà seduta. Domani toccherà a seconda e terza banca italiana, Unicredit e Banco BPM; sempre domani è il turno di MPS. Bper e Credem il 7 maggio e infine Mediobanca l’11 maggio.
Il ceo Carlo Messina terra la consueta conference call con gli analisti alle 15 ora italiana. 

Inizio d’anno senza sussulti dai conti delle banche

Tra gli analisti prevale la cautela con il margine di interesse atteso ancora debole. Credit Suisse sottolinea come il primo trimestre sarà probabilmente il punto di minimo a livello di margine di interesse per le banche del Sud Europa considerando l’Euribor più basso, continui cambiamenti sfavorevoli nel mix del portafoglio prestiti e un minor numero di giorni di calendario. Anche Equita indica un margine d’interesse in contrazione per le banche italiane (-6% t/t) complice effetto calendario, una domanda di credito ancora debole, con peso rilevante di prestiti garantiti dallo Stato e tassi di interesse mediamente sul livello del 4* trimestre. IL contributo addizionale aggiuntivo di Tltro si dovrebbe manifestare a partire dal 2°  trimestre 2021. Previsto invece un buon andamento delle commissioni da asset management grazie al positivo effetto mercato, a fronte di commissioni bancarie ancora deboli per ridotta attività delle filiali a causa dei lockdown. Il costo del rischio è atteso ben sotto controllo.

Preview conti Intesa

Cosa attendersi dai numeri trimestrali di Intesa Sanpaolo? A detta di Barclays sarà proprio Intesa insieme a Banco BPM la banca italiana a segnare le tendenze trimestrali più solide. Intesa Sanpaolo è la preferita di Barclays in vista dei risultati del primo trimestre e anche in un orizzonte di medio termine. Per l’intero 2021 la stima è un EPS è di 0,18 euro (da 0,17), mentre per il 2022 sale da 0,21 a 0,23 euro.
Goldman Sachs, che è buy su Intesa, indica 5,078 miliardi di ricavi trimestrali e un utile di 965 mln di euro di utile rispetto al consensus che è di 5,129 miliardi di ricavi e 1,007 miliardi per l’utile. 
Utili trimestrali in area 1 miliardo che metterebbero Intesa in carreggiata per un 2021 con profitti oltre la guidance indicata nei mesi scorsi. Intesa per l’intero 2021 ha indicato infatti 3,5 miliardi di guidance di utile non includendo alcun contributo da UBI. Il ceo Messina ha fatto intendere che è un target ampiamente superabile e anche tra gli analisti le attese sono di utili oltre il muro dei 4 miliardi.
Tornando ai conti del primo trimestre, Equita SIM prevede numeri solidi con ricavi core (net interest income più commissioni e ricavi assicurativi) sostanzialmente stabili anno su anno (pro-forma) e un costo del rischio contenuto, beneficiando sia dell’effetto delle moratorie sui tassi di default sia degli accantonamenti per il Covid-19 effettuati nel corso dell’anno precedente. A livello pro-forma, la sim milanese indica un margine d’interesse a €1,968mn, -5% QoQ e -3% YoY in virtù dello sfavorevole effetto calendario e anche del venir meno della componente di interessi legata agli NPE messi in vendita alla fine del 4Q20 (8,6 mld gross NPE riclassificati tra le attività in via di dismissione). Ricavi attesi poco sotto i 5 mld (€4,979 mld, -1% QoQ e -11% YoY) combinazione del buon andamento dell’attività assicurativa e delle commissioni controbilanciati da un minore contributo dall’attività di trading, che nel 2019 aveva realizzato un significativo 1,044 mld. I profitti operativi sono visti a 2,339 mld, il costo del rischio a 63bps, consistente con la guidance di < 70bps indicata dalla società sul FY20.

Già si guarda a pioggia dividendi a fine anno (Bce permettendo)

Il giudizio di Equita su Intesa Sanpaolo è buy (target price a 2,5 euro) indicando quattro motivi: 1) l’eccellente posizione di capitale e l’asset quality; 2) la redditività sopra la media di settore (Rote al 2022 del 9%); 3) la maggior diversificazione dei ricavi e la resilienza in un contesto di bassi tassi di interesse; 4) il solido track record in termini di remunerazione degli azionisti con un potenziale yield 2021 superiore all’8% in caso di rimozione del ban da parte della Bce.
Intesa Sanpaolo ha già predisposto un piano sul fronte dividendi che prevede il pagamento di riserve per 0,10 euro per azione a valere sugli utili 2020, nonché un interim dividend (ammontare non specificato) sugli utili 2021 (target di payout del 70%).
Intanto il 24 maggio Intesa distribuirà 3,57 centesimi di euro per azione. L’ammontare distribuito è equivalente al massimo consentito dalla raccomandazione della Banca Centrale Europea.