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Inflazione Usa tiene mercati con fiato sospeso, prezzi ‘core’ attesi ai top dal 1993

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Inflazione Usa in primo piano oggi. Il consensus vede il CPI core, che esclude le componenti volatili di cibo ed energia, balzare a +3,5%. Il livello più alto dal 1993.

Per quanto riguarda l’indice dei prezzi al consumo (CPI) generico, che include tutte le componenti, per il mese di maggio le attese su base mensile sono di 0,5%, mentre anno su anno di 4,7%. Questo rialzo è sicuramente causato da un ritorno ai consumi da parte della popolazione che si appresta sempre più a tonare alla normalità.

Il dubbio principale di questo periodo è che l’inflazione possa non essere transitoria. Se da un lato i prezzi delle tariffe aeree e i soggiorni presso le strutture ricettive hanno recuperato la discesa fatta registrare l’anno scorso, dall’altro, gli affitti, che costituiscono il 30% del CPI, sono ancora rimasti bassi grazie anche alle moratorie concesse dal governo.

Le aspettative dei mercati sull’inflazione e il decennale americano sono scesi recentemente segnalando che non ci si aspetta che la crescita e l’inflazione possano continuare a questi ritmi e ci possa essere una stabilizzazione nei prossimi mesi.