Inflazione Italia ancora sotto target Bce a settembre, accelera in Germania
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Arriva un nuovo aggiornamento sul fronte europeo per l’inflazione. In vista del dato aggregato in uscita domani, oggi sono arrivate le indicazioni sul fronte prezzi per la Francia, la Germania e l’Italia, che vede inflazione restare sotto il target del 2% della Banca centrale europea (Bce).
Secondo le stime preliminari diffuse oggi dall’Istat, nel mese di settembre 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, evidenzia una variazione del -0,2% su base mensile e del +1,6% su base annua (come nel mese precedente). L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) – confrontabile con gli omologhi europei e con il Cpi dell’eurozona – cresce dello 0,3% su base mensile e accelera al +1,8% su base annua (da +1,6% del mese precedente, consensus 1,7%).
Inflazione Italia, ecco le voci principali
“A settembre, secondo le stime preliminari, l’inflazione resta ferma al livello del mese precedente (+1,6%), sintesi di dinamiche opposte dei prezzi relativi ai diversi aggregati di spesa. Sono in ripresa, su base tendenziale, i prezzi degli Energetici (-3,7% da – 4,8% di agosto) e sono in rallentamento quelli degli Alimentari (+3,6% da +3,8%), soprattutto per la componente non lavorata (+4,8% da +5,6%). A settembre si attenua il ritmo di crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+3,2% da +3,4%), mentre l’inflazione di fondo rimane invariata (a +2,1%)”, commenta l’Istat, presentando i dati odierni.
Tra le evidenze di questo mese l’Istat segnala il rallentamento dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +5,6% a +4,8%), in accelerazione quelli degli alimentari lavorati (da +2,7% a +3,0%) e degli energetici regolamentati (da +12,9% a +14,0%), a cui si aggiunge la ripresa dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -6,3% a -5,2%). Nel mese di settembre l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta invariata (a +2,1%) e quella al netto dei soli beni energetici rallenta (da +2,3% a +2,1%).
Il dato definitivo verrà pubblicato dall’Istat il prossimo 16 ottobre.
Spagna, Francia e Germania: il quadro che si delinea in Europa
“Le prime indicazioni sull’inflazione di settembre sono positive. Ieri l’inflazione spagnola è rimasta stabile al 3% su base annua, ma con una dinamica mensile moderata; oggi la Francia ha pubblicato una variazione mensile del -1,1% (-0,9% atteso) con un su base annua all’1,1% (1,3% atteso)”, commentano gli strategist di Mps Capital Services.
Guardando più nel dettaglio al dato francese, il Cpi ha registrato una crescita, trainata da un’accelerazione nel settore dei servizi e da cali meno marcati nei prezzi dell’energia, pur restando ben al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea. A settembre, i prezzi al consumo sono aumentati dell’1,1% rispetto all’anno precedente, dopo un incremento dello 0,8% ad agosto, secondo quanto rilevato dall’Insee. Gli economisti avevano previsto un’accelerazione all’1,3%.
Sebbene l’inflazione stia aumentando in tutta l’area euro, i responsabili delle politiche monetarie sono fiduciosi che ritornerà all’obiettivo nel medio termine.
Nel primo pomeriggio è stato annunciato oggi il dato tedesco sui prezzi al consumo, in rialzo del 2,4% annuo rispetto al 2,1% di agosto e al 2,2% del consensus. L’accelerazione è legata soprattutto a maggiori costi nel settore dei servizi e ad effetti base nel comparto dell’energia, che ha registrato una riduzione meno marcata, su base tendenziale, rispetto al mese precedente.
Domani Cpi eurozona con Bce alla finestra
I numeri pubblicati tra ieri e oggi convalidano la visione prudente dei responsabili di politica monetaria della Bce, restii ad abbassare ulteriormente i tassi di interesse dopo otto tagli che hanno portato il tasso sui depositi al 2%. Una view supportata dai “falchi” dell’istituto di Francoforte, come Isabel Schnabel. Ciononostante, alcuni funzionari – tra cui il francese Francois Villeroy de Galhau – non escludono ulteriori riduzioni, poiché ritengono che l’inflazione possa scendere stabilmente al di sotto dell’obiettivo nei prossimi trimestri.
Il dato di domani sui prezzi al consumo aggregati della zona euro concluderà questa tornata di indicatori, permettendo di delineare maggiormente il quadro dei prezzi in Europa. Le attese sono per un’accelerazione dal 2,0% al 2,2% su base annua, con un Cpi base stabile al 2,3% e una variazione mensile positiva dello 0,1%, in linea con il mese precedente.
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