Notizie Notizie Mondo Meta si dà al cloud, crollano del 10% Micron e SK Hynix. Ma la mossa Zuckerberg è un campanello d’allarme per tutti

Meta si dà al cloud, crollano del 10% Micron e SK Hynix. Ma la mossa Zuckerberg è un campanello d’allarme per tutti

2 Luglio 2026 08:31

Bagno di sangue su tutti i titoli dei produttori di chip di memoria. Il secondo semestre ha preso il via con un’ondata di vendite generalizzate su tutti quei titoli che nell’ultimo anno sono stati protagonisti di un rally forsennato dettato dal boom di domanda di chip di memoria che supera di gran lunga la sua capacità produttiva.

Meta si dà al cloud

Ad agitare le acque ieri è stata l’indiscrezione circa l’intenzione di Meta di vendere potenza di calcolo, in modo simile ad AWS di Amazon e Azure di Microsoft, nel tentativo di generare nuove fonti di reddito a fronte dei suoi ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale. Secondo Bloomberg , i piani prevedono che Meta crei un nuovo segmento di business che venderà la capacità in eccesso a clienti terzi. Il colosso guidato da Mark Zuckerberg, che in passato aveva già accennato alla possibilità di estendere il proprio business nei servizi cloud, potrebbe ospitare modelli di intelligenza artificiale nei suoi data center e addebitare agli sviluppatori l’accesso. Ma starebbe anche valutando la possibilità di operare come un’azienda di neocloud che venderebbe l’accesso al proprio hardware, sul modello di come opera CoreWeave.

La reazione di Wall Street ieri è stata veemente, con Meta balzata di quasi il 9%. Il titolo Meta nell’ultimo hanno ha segnato un tonfo di oltre il 23% con gli investitori sempre più cauti circa i potenziali ritorni degli investitori monstre dell’azienda nel campo dell’intelligenza artificiale.

La mossa di Zuckerberg fa tremare le chip stocks

Il contraccolpo della possibile mossa di Zuckerberg si è fatto sentire in negativo sui produttori di chip di memoria in quanto tra gli investitori si sono subito sollevati dubbi sull’eccesso di capacità di AI.
La svendita nei produttori di chip ha provocato cali di oltre il 10% per Micron e Sandisk, circa -9% per Intel. Contraccolpi violenti stamattina anche alla Borsa di Seoul con l’indice Kospi giù del 6% sulla scia del tonfo del due composto da Samsung Electronics e SK Hynix che hanno perso rispettivamente il 7,5% e oltre il 10%.

“Meta non è certo l’unica azienda ad aver speso troppo per le infrastrutture di intelligenza artificiale. Potrebbero esserci altri “scarafaggi”. In tal caso, potremmo assistere a un rallentamento della spesa da parte delle grandi aziende tecnologiche, il che danneggerebbe le straordinarie aspettative di fatturato futuro dei produttori di chip, che hanno registrato una crescita esponenziale nell’ultimo anno”, osserva stamattina Ipek Ozkardeskaya, analista di Swissquote.

Apple pronta ad accordo con produttori chip cinesi

A danneggiare i produttori di chip coreani è anche la notizia che Apple sarebbe in trattative per acquistare chip da due produttori cinesi di semiconduttori. Una mossa che andrebbe a erodere il vantaggio competitivo di Samsung Electronics e SK Hynix.

Apple starebbe cercando di rifornirsi di componenti di memoria dai produttori cinesi di chip ChangXin Memory Technologies e Yangtze Memory Technologies per i dispositivi venduti in Cina, a causa della carenza globale di memorie. La mossa potrebbe incontrare resistenza politica a Washington, con alcuni funzionari dell’amministrazione Trump che si oppongono agli sforzi di Apple per integrare le aziende nella sua catena di fornitura.