Notizie Indici e quotazioni Indici azionari a marcia indietro. Timori in aumento per mutui e credito

Indici azionari a marcia indietro. Timori in aumento per mutui e credito

25 Luglio 2007 07:00

Una seduta da dimenticare per Wall Street, una delle tante nel corso delle ultime settimane, ma che in questo caso ha portato ai minimi dal maggio scorso per l’indice delle blue chip a stelle e strisce. Il Dow Jones Industrial ha chiuso la sessione con un ribasso dell’1,62% a 13.716,95 punti. Più pesante il ribasso dell’S&P500, pari a quasi due punti percentuali a 1.511,04. Simile il risultato del Nasdaq Composite, -1,89% a 2.639,86 punti a mostrare una coralità della discesa che ha coinvolto, ieri, la totalità dei titoli del Dow Jones. A salvarsi solo le azioni Verizon, in rialzo dello 0,75% dopo la decisione del consiglio di amministrazione di Vodafone ha deciso di respingere la richiesta di un azionista di separarsi dalla partecipazione di minoranza nell’operatore di telefonia mobile.


E’ mancato il sostegno delle trimestrali, che hanno deluso il mercato. I titoli Du Pont (chimica) hanno lasciato sul terreno oltre il 6% dopo la presentazione di utili inferiori alle attese ma ad aver spaventato gli operatori è stata soprattutto la motivazione addotta per tale risultato, ossia la contrazione delle vendite di prodotti per l’edilizia.


I problemi del settore immobiliare sono poi stati sottolineati una volta di più dai risultati di Countrywide, il gruppo leader nell’erogazione di prestiti per l’acquisto di case, i cui titoli hanno chiuso con un calo del 10% dopo la presentazione di utili in forte calo. Il comparto immobiliare rimane quindi al centro della crisi e i suoi effetti iniziano a farsi sentire anche su altri comparti dell’economia. Non ne sono esclusi naturalmente i finanziari. Ed è stata American Express in questo caso a presentare risultati che non hanno soddisfatto il mercato. Gli utili del gruppo leader nell’emissione di carte di credito ha subito la crescita dei costi di finanziamento e degli accantonamenti per le perdite su crediti, ulteriore segnale delle paure che attanagliano tutto il comparto finanziario.


Infine non è arriato sostegno al mercato nemmeno dal comparto dei petroliferi e delle materie prime. Le quotazioni del petrolio hanno perso terreno su prese di beneficio dopo la sostanziosa crescita messa a segno negli ultimi due mesi .


Alla cattiva prestazione di Wall Street è seguita, nella notte, un’altrettanto debole rappresentazione sulle piazze asiatiche dove i titoli dei maggiori esportatori hanno subito la pressione del recupero dello yen nei confronti del dollaro. Le borse europee dovrebbero come conseguenza aprire sotto il segno della negatività proseguendo la discesa iniziata ieri e attendendo con il fiato sospeso un’importante dato macroeconomico in arrivo nel pomeriggio dagli Stati Uniti, la vendita di case esistenti  a giugno. Il consensus evidenzia un possibile calo a 5,9 milioni di unità contro 5,99 della rilevazione di maggio. In serata verrà inoltre reso noto il Beige book della Federal Reserve che cercherà di riportare al centro dell’attenzione la situazione positiva del comparto manifatturiero e le preoccupazioni principali della Banca centrale statunitense, legate all’inflazione.