In Cina è il momento degli Xiao Deng, i giovani investitori all’assalto dei mercati finanziari
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Nei mercati finanziari cinesi è il momento dei giovani. Coadiuvati da un esercito di chatbot, il blocco degli Xiao Deng, così vengono soprannominati gli investitori delle generazione GenZ, è cresciuto negli ultimi anni così tanto da rappresentare una forza rilevante in un mercato che vale oltre 14.000 miliardi di dollari.
In sei mesi raddoppiati gli investitori under 30
Come riporta Bloomberg, citando uno studio della società di brokerage Ping An Securities e dell’Hurun Research Institute, da settembre 2024 a gennaio 2025 il numero di investitori under 30 in Cina è raddoppiato e rappresenta circa un terzo dei 240 milioni di trader individuali del paese.
Inoltre oltre il 45% dei nuovi conti titoli aperti l’anno scorso sono stati aperti da under 35, includendo quindi una parte di giovani Millennial oltre ai GenZ. Si tratta di un aumento del 5% rispetto all’anno precedente.
Yang Delong, capo economista di First Seafront Fund Management, ha detto che il 2025 è stato l’anno in cui gli Xiao Dengs, letteralmente i “ragazzini”, hanno imposto il loro “stile ineguagliabile” sul mercato.
La preferenza per titoli a crescita elevata, che hanno spinto il boom del settore tech, e un’elevata rapidità di esecuzione, che ha enfatizzato la volatilità, e il ricorso ai chatbot degli ultimi modelli di AI, che agiscono in veste di consulenti, definiscono questo stile.
Il gap generazionale: i “ragazzini” con maggior propensione al rischio abbandonano gli immobili
Nell’insieme il discorso riguarda anche la spaccatura generazionale, che esiste in Cina come in Occidente. Proprio come tra gli omologhi occidentali tra gli Xiao Deng è forte il desiderio di guadagni rapidi e come corollario la loro tolleranza al rischio è maggiore di quella della generazione dei loro genitori, molto più propensi al risparmio e agli investimenti sicuri e a lungo termine.
I broker cinesi hanno già cominciato a rivedere il loro approccio per i giovani clienti che hanno idee molto chiare su come investire. Alcune società di brokeraggio hanno provato anche la via del marketing per ringiovanirsi, offrendo podcast, brevi video sui social media, e personaggi di animazione come mascot.
“Il trading è diventato sempre più a breve termine, guidato dal sentiment e più influenzato da investitori giovani”, ha detto Yang Ryi, un gestore di fondi di Shanghai Prospect Investment Management. “Gli investitori esperti temono i ribassi mentre i nuovi arrivati temono di perdere l’occasione. Questo atteggiamento divergente fondamentalmente sta rimodellando le dinamiche del mercato azionario cinese“.
Il fenomeno dei giovani investitori esploso nel post pandemia
Fuori dalla Cina i GenZ si fanno sentire nel trading da diversi anni, favoriti in particolare da piattaforme che non applicano commissioni e offrono interfacce semplici e accattivanti, quasi come un videogioco. App come Robinhood, Bitpanda o Trade Republic, che si inquadrano in uno stile di vita “estremamente online” diventato molto diffuso nel post Pandemia e del quale sono figli anche le varie sottoculture legate a crypto e memecoin.
Secondo la Federal Reserve 2016 al 2022, gli americani maggiorenni under 35 sono passati dall’essere il gruppo con meno probabilità di avere un conto titoli a quello con maggiori probabilità.
In Cina i giovani investitori sono arrivati un po’ più tardi, anche per il fatto che nel paese asiatico l’investimento in immobili è ancora considerato una priorità. Le dinamiche post pandemia hanno però alterato questa ortodossia: un mercato immobiliare in rallentamento, tassi di interesse molto bassi e politiche centrali di supporto fiscale all’economia hanno creato una situazione di sotto impiego giovanile. Milioni di cinesi si sono così buttati sul mercato azionario e, col loro aiuto, il 2025 è stato un anno spettacolare, in cui l’indice CSI 300 è cresciuto del 18%.
Preferenze per il settore tech e in particolare per l’AI
L’affermarsi degli Xiao Deng ha anche segnato un’inversione di tendenza nella percezione del mercato cinese, per anni vito come una sorta di casinò e non una fonte affidabile di costruzione di ricchezza.
Per chiarezza le somme investite dai “ragazzini” sono piuttosto modeste, visto che in Cina è molto raro accumulare risparmi da giovani e i salari restano abbastanza bassi. Spesso i genitori e le famiglie restano fondamentali nel supportare la solvibilità finanziaria dei figli.
La forza, come spesso accade in Cina, sta però nei numeri. Anche solo una parte dei 250 milioni di GenZ cinesi attiva costantemente sul mercato è in grado di spostare gli equilibri. La loro preferenza per il settore tecnologico per esempio ha fatto in modo di far arrivare investimenti in certe aree del mercato in cui il presidente Xi vuole competere con gli Stati Uniti. L’AI è una di queste.
“La loro partecipazione ha aumentato l’attività di trading nelle società a piccola e media capitalizzazione, così come nei settori tecnologici che contribuiranno al finanziamento e allo sviluppo di industrie emergenti”, ha detto Yan Kaiwen di China Fortune Securities.