Notizie Asset Class IPO per SpaceX, Musk vuole l’inclusione anticipata nel Nasdaq-100

IPO per SpaceX, Musk vuole l’inclusione anticipata nel Nasdaq-100

10 Marzo 2026 17:04

SpaceX, il gruppo aerospaziale fondato da Elon Musk e specializzato nello sviluppo di razzi e satelliti, starebbe valutando una quotazione al Nasdaq in quella che potrebbe diventare una delle più grandi offerte pubbliche iniziali della storia. L’indiscrezione, riportata da Reuters e basata su quattro fonti a conoscenza delle discussioni interne, suggerisce che la società stia prendendo in considerazione lo sbarco sui mercati pubblici nei prossimi mesi.

Secondo due delle fonti, tuttavia, la scelta del Nasdaq sarebbe subordinata a una condizione precisa: l’inclusione anticipata di SpaceX nell’indice tecnologico Nasdaq-100, elemento che la società considererebbe determinante per procedere con la quotazione sulla borsa a più forte vocazione tech. I piani restano comunque preliminari e potrebbero ancora cambiare, hanno precisato le stesse fonti, che hanno chiesto di rimanere anonime poiché le discussioni sono riservate. Secondo altre indiscrezioni, come si legge su Bloomberg, la società starebbe inoltre valutando la possibilità di presentare in via confidenziale la documentazione per l’IPO già a partire da marzo.

Il possibile sbarco di SpaceX sui mercati potrebbe rappresentare uno degli eventi più rilevanti di un anno particolarmente intenso per il mercato delle IPO. Diverse società tecnologiche di primo piano, molte delle quali sostenute da capitali di venture capital, stanno infatti preparando il terreno per il proprio debutto in Borsa. Tra queste figurano anche i protagonisti della corsa all’intelligenza artificiale, come OpenAI e Anthropic, che secondo diverse indiscrezioni starebbero valutando operazioni di quotazione nei prossimi mesi.

Un’operazione da record per dimensioni e ambizioni

Secondo le indiscrezioni circolate sul mercato, l’IPO di SpaceX potrebbe arrivare a raccogliere fino a 50 miliardi di dollari, una soglia che supererebbe nettamente il primato fissato nel 2019 da Saudi Aramco con un collocamento da 29,4 miliardi. Bloomberg ha inoltre indicato una possibile valutazione superiore a 1.750 miliardi di dollari, un livello che renderebbe l’operazione senza precedenti per il settore tecnologico e aerospaziale, ma che dovrà comunque misurarsi con la reale disponibilità del mercato a riconoscere multipli così elevati.

L’eventuale sbarco in Borsa arriverebbe al termine di una trasformazione profonda del gruppo guidato da Elon Musk. Da realtà considerata inizialmente marginale nel comparto spaziale, SpaceX è diventata negli anni un protagonista centrale dell’industria aerospaziale americana, sostenuta da importanti commesse pubbliche e da un ruolo sempre più strategico all’interno del programma spaziale statunitense. A questa traiettoria si è aggiunto, negli ultimi mesi, un ulteriore allargamento del perimetro industriale: con l’acquisizione interamente in azioni di xAI, SpaceX ha incorporato anche Grok, progetto di intelligenza artificiale ad alta intensità di capitale, mentre nel portafoglio del gruppo rientra anche X, la piattaforma social precedentemente nota come Twitter.

In questo quadro, la quotazione assumerebbe un valore che va oltre la semplice raccolta di capitali. Per il mercato rappresenterebbe infatti la possibilità di investire nella visione di Musk di costruire un ecosistema integrato tra spazio, connettività e intelligenza artificiale. Secondo quanto emerso da un memo interno ai dipendenti, riportato da Bloomberg, i proventi dell’IPO potrebbero essere destinati a sostenere alcuni dei progetti più ambiziosi della società, tra cui lo sviluppo del razzo Starship, la realizzazione di data center per l’AI nello spazio e la costruzione di una base sulla Luna.

Le regole del Nasdaq-100 e l’ipotesi di accesso rapido

Il Nasdaq-100 è uno degli indici di riferimento più osservati dagli investitori istituzionali, perché riunisce alcune tra le maggiori società non finanziarie quotate al Nasdaq e viene spesso letto come un termometro dello stato di salute del comparto tecnologico globale. Al suo interno figurano colossi come Nvidia, Apple e Amazon e proprio per questo l’indice è considerato un benchmark di primo piano per i titoli growth e a grande capitalizzazione. Dopo un rialzo di circa il 21% registrato lo scorso anno, il Nasdaq-100 mostra quest’anno un andamento più debole.

In questo contesto si inserisce la proposta avanzata dal Nasdaq il mese scorso, che punta a introdurre una nuova regola di “Fast Entry” per accelerare l’ingresso nell’indice delle società di nuova quotazione con capitalizzazioni molto elevate. La modifica, che al momento non è ancora definitiva e potrebbe richiedere diversi mesi prima di entrare in vigore, nasce anche con l’obiettivo di rendere più attraente il listino per grandi gruppi privati come SpaceX, Anthropic e OpenAI.

Secondo il meccanismo ipotizzato, una società appena sbarcata in Borsa potrebbe essere ammessa al Nasdaq-100 in meno di un mese, a condizione che la sua capitalizzazione di mercato rientri tra le prime 40 attualmente presenti nell’indice. Nel caso di SpaceX, una valutazione intorno a 1,75 trilioni di dollari la collocherebbe tra le società di maggior valore negli Stati Uniti, rendendola potenzialmente idonea a un ingresso accelerato. Allo stato attuale, invece, le aziende di nuova quotazione devono in genere attendere fino a un anno prima di poter essere incluse nei principali indici, come l’S&P 500 o lo stesso Nasdaq-100. Questo periodo di attesa serve a verificare la stabilità del titolo sul mercato e la capacità della società di assorbire i flussi di acquisto degli investitori istituzionali senza eccessive distorsioni di prezzo.