Fincantieri torna al dividendo nel 2028 e punta 1,9 miliardi al 2030
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Fincantieri alza il velo sul piano al 2030 e vola in Borsa: a metà seduta il titolo ha messo a segno un rialzo del 5%. Al centro della strategy 1,9 miliardi di investimenti che passano da progetti a lungo termine improntanti allo sviluppo tecnologico: il raddoppio della capacità produttiva nei cantieri italiani per la Difesa; l’espansione del business underwater e soluzioni ad alto valore aggiunto. Il tutto, per far fronte ad oltre 50 miliardi di ordini attesi, di cui quelli relativi alla difesa driver già nel 2026.
A dare sprint al titolo la revisione al rialzo delle stime 2025 e la guidance futura. Ma anche la promessa del ritorno al dividendo nel 2028, a quasi dieci anni dall’ultima cedola pagata agli azionisti (l’ultima cedola è stata pagata nella primavera del 2019).
I pilastri del piano
Il piano si articola su quattro pilastri (underwater, cantieri, offshore e navi): incremento della capacità produttiva (capacity boost); aumento della produttività; rafforzamento dei progetti strategici e crescita nelle adiacenze. Le iniziative divisionali, trasversali e inorganiche mirano a rafforzare il posizionamento competitivo del gruppo e a migliorare in modo strutturale margini e ritorni sul capitale.
Per rispondere alla forte crescita della domanda nel segmento Difesa, Fincantieri prevede il potenziamento della capacità produttiva dei cantieri italiani con nuovi contratti che sono attesi già a partire dal 2026.
Il gruppo punta a un’ulteriore espansione del business underwater, con lo sviluppo di soluzioni non convenzionali, il rafforzamento delle sinergie con la Difesa e la valutazione di opportunità di crescita inorganica in un mercato strategico, ad alto valore tecnologico.
“Con il piano industriale 2026-2030 Fincantieri compie un ulteriore deciso passo in avanti nella propria traiettoria di crescita, confermando la solidità della visione strategica dello scorso triennio, combinata con un aumento della capacità produttiva per assecondare i macrotrend della domanda, dimostrando la capacità di generare valore molto sostenibile nel tempo”, ha detto l’ad Pierroberto Folgiero.
“In aggiunta al carico di lavoro complessivo record pari a circa 60 miliardi di euro già acquisito che fornisce elevata visibilità nel tempo, prevediamo oltre 50 miliardi di euro di nuovi ordini nel periodo, una crescita media annua dei ricavi dell’8% e un utile netto di circa 500 milioni di euro nel 2030 guidato da un aumento dei ricavi del 40% e dell’ebitda del 90% rispetto al 2025 – ha aggiunto – Tutto ciò sostenuto da una struttura finanziaria sempre più solida e da una significativa generazione di cassa idonea sia ad autofinanziare gli investimenti per l’aumento della capacità produttiva, sia a perseguire gli obiettivi di disciplina finanziaria e deleveraging”.
La difesa al centro
“Il comparto Difesa riveste un ruolo centrale nella nostra strategia: l’aumento atteso della domanda e il raddoppio della capacità produttiva dei nostri cantieri italiani ci permetteranno di rafforzare la nostra posizione nei programmi nazionali e internazionali più rilevanti – ha spiegato Folgiero – Accanto a questo, l’espansione accelerata dell’underwater, con lo sviluppo del portafoglio prodotti nel business non convenzionale, la crescita tecnologica nel business Offshore e la profittabilità del business Cruise – sostenuto da una pipeline commerciale in crescita sia in quantità che in qualità, con ordini attesi già nei prossimi mesi che estenderanno la visibilità del backlog oltre il 2036 e con un incremento della profittabilità – rappresentano i pilastri e le sinergie su cui costruiamo il nostro futuro”.
Stime 2025
Fincantieri migliora la guidance per l’esercizio 2025 per il quale stima un utile netto di 110 milioni e una marginalità lorda sui ricavi al 7,4%. E’ quanto si legge in una nota del gruppo della cantieristica e della difesa che conferma ricavi nell’ultimo esercizio a 9 miliardi di euro. La guidance precedente indicava il raggiungimento di un risultato netto positivo nel 2025 e un ebitda margin superiore al 7%. Il rapporto tra posizione finanziaria netta ed ebitda a fine 2025 è stimato a 2,8 volte, all’interno della guidance di 2,7-3 volte fornita in precedenza.
I numeri 2026
L’utile netto nel 2026 è previsto essere superiore all’utile previsto nel 2025, pari a 220 milioni nel 2028 ed a 500 milioni nel 2030. I ricavi sono previsti in aumento a euro 9,2-9,3 miliardi nel 2026, circa euro 11 miliardi nel 2028 e circa euro 12,5 miliardi nel 2030, con una crescita media annua dell’8%.
I ricavi del 2026 riflettono l’impatto legato alla ridefinizione del programma Constellation negli Stati Uniti, i cui effetti saranno compensati da nuovi ordini attesi nell’anno e che avranno un riflesso sui ricavi dal 2028 in poi.
Si stima inoltre una crescita dell’Ebitda a circa 700 milioni nel 2026, euro 930 milioni nel 2028 ed euro 1.250 milioni nel 2030, con un EBITDA margin rispettivamente del 7,5%, 8,5% e 10%, in incremento di 2,5 punti percentuali nell’arco del Piano, supportato, oltre che da un miglioramento dei margini in tutti i segmenti di attività, anche da un business mix con margini più elevati, e con ricavi originati dai segmenti Difesa e Underwater che raggiungono un terzo del totale nel 2030.
Il ritorno al dividendo
Dopo oltre 10 anni Fincantieri ha promesso il ritorno al dividendo nel 2028, sui conti del 2027.
L’M&A
“Le acquisizioni sono sempre un’opzione dopo aver raggiunto i nostri obiettivi”, ha chiarito Folgiero sottolineando che “dobbiamo capire cosa possiamo fare attraverso partnership e cosa attraverso un controllo diretto della produzione nel settore delle operazioni sottomarine non convenzionali come quelle relative alla posa dei cavi. Siamo interessati sia ad avere il prodotto che ad avere chi lo produce.Siamo interessati a capire che cosa possiamo fare, anche coinvestire.