Notizie Dati Bilancio Italia Intesa sfonda 5,2 mld di utili, dividendi record: titolo inarrestabile

Intesa sfonda 5,2 mld di utili, dividendi record: titolo inarrestabile

Pubblicato 30 Luglio 2025 Aggiornato 31 Luglio 2025 08:14

Intesa Sanpaolo batte le stime nel secondo trimestre, archivia i primi sei mesi dell’anno con un utile netto di 5,2 miliardi, con una previsione già “migliorata a ben oltre” 9 miliardi per l’intero esercizio, e porta di dividendi a quota 3,7 miliardi di euro, di cui 3,2 miliardi da distribuire come acconto dividendi a novembre. Importi che portano il conto finale dividendi 2025 ad almeno 8,2 miliardi.

Netto il rialzo a Piazza Affari con il titolo che appena dopo la diffusione dei conti sale del 3,4% a 5,38 euro. L’azione sta continuando a salire e alle 14 viaggia sui massimi dell’anno in rialzo di quasi il 5%.

I conti

“Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati raggiunti nel primo semestre del 2025”, ha detto l’ad Carlo Messina licenziando un utile netto di 5,2 miliardi (+9,4%), e “il miglior semestre di sempre”. Nel secondo trimestre l’utile netto si attesta a 2,6 miliardi, dai 2,5 miliardi del secondo trimestre del 2024. La banca chiude poi i primi sei mesi con margine di interesse in ripresa e ricavi per 13,8 miliardi (+1,1%).

“Intesa Sanpaolo vede consolidarsi un ruolo unico tra le grandi banche europee, essendo in grado di assicurare un Roe del 20 per cento, con uno dei più elevati shareholder returns in combinazione con la promozione di un programma dalla vasta portata volto alla riduzione delle ineguaglianze e al supporto delle persone in maggiore difficoltà. Una società più inclusiva è una società più forte anche per il tessuto economico che la costituisce” ha aggiunto il ceo.

Il risparmio affidato da famiglie e imprese ha raggiunto circa 1.400 miliardi di euro, in crescita di 37 miliardi rispetto al primo semestre del 2024. Siamo primi nell’Eurozona per l’incidenza delle commissioni e dell’attività assicurativa sul totale dei ricavi”. “La forte disciplina sui costi ci consente di raggiungere il miglior risultato di sempre in termini di efficienza operativa, con un cost/income ratio al 38%. Il flusso contenuto di crediti deteriorati porta il costo del rischio annualizzato in calo a 24 punti base. La generazione di capitale rimane robusta: il Cet1 ratio è pari al 13,5%. Nel semestre, abbiamo incrementato il Cet1 ratio di circa 65 punti base, confermando la capacità della Banca di generare capitale in modo solido e costante. Tale capacità ci mette nelle condizioni di dare corso a distribuzioni significative a favore degli azionisti.

Le stime 2025 e i dividendi

Il piano di impresa 2022-2025 è prossimo al completamento, con una prospettiva di utile netto per il 2025 migliorata a ben oltre 9 miliardi di euro includendo le azioni gestionali nel quarto trimestre dell’anno per l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del gruppo.
I risultati del primo semestre, spiega Intesa Sanpaolo, portano ad un significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder. In particolare ad un significativo ritorno cash per gli azionisti: circa 3,7 miliardi di dividendi maturati nel semestre, di cui circa 3,2 miliardi previsti come acconto dividendi da distribuire nel prossimo novembre, che si aggiungono al buyback pari a 2 miliardi di euro avviato a giugno 2025. Una ulteriore distribuzione per il 2025 sarà quantificata quando verranno approvati i risultati annuali. Ma le prospettive sono importanti. “Con una delle remunerazioni per gli azionisti più elevate nel panorama bancario europeo, quest’anno restituiremo almeno 8,2 miliardi di euro agli azionisti, considerando il saldo dividendo di maggio, il buyback avviato a giugno e il prevedibile interim dividend di novembre. Ulteriori distribuzioni di capitale saranno quantificate a fine esercizio”, ha spiegato Messina.

La Russia

Intesa Sanpaolo a fine giugno 2025 registra una incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi pari all’1,2% al netto delle rettifiche di valore e al 2,3% al lordo. L’esposizione verso la Russia è in ulteriore riduzione, diminuita di oltre il 91% (oltre 3,3 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa sotto lo 0,1% dei crediti a clientela complessivi del gruppo: crediti a clientela della controllata russa vicini allo zero, crediti a clientela cross border verso la Russia in larga parte in bonis e classificati a Stage 2.