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Il braccio destro di Buffett non ha dubbi: Zoom vincerà anche nel post-Covid. Titolo +20% a giugno

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Anche se Warren Buffett non è un grande fan delle riunioni Zoom, preferendo modalità old style come il classico telefono, il suo braccio destro si sbilancia a favore della piattaforma per videoconferenze venuta prepotentemente alla ribalta durante la pandemia.
Charlie Munger, vicepresidente di Berkshire Hathaway, ritiene che Zoom Video continuerà a prosperare anche se la vita tornerà alla normalità dopo la pandemia.

“Mi sono innamorato di Zoom”, ha detto Munger durante un’intervista alla CNBC. “Penso che Zoom sia qui per restare. aggiunge tanta comodità”. L’investitore 97enne ha affermato di utilizzare Zoom almeno tre volte al giorno e di aver stretto un accordo in Australia tramite una videochiamata.

Zoom ritrova sprint in Borsa: +20% in un mese

E in queste settimane anche il mercato sembra credere fermamente nelle prospettive di lunga durata di Zoom, con il titolo schizzato in avanti del 20,5% nell’ultimo mese, riportando così il bilancio Ytd in positivo (+9,65%) dopo il 2020 stellare che aveva visto il titolo spingersi fino a 588,84 dollari (adesso viaggia a 395$ con market cap di 116 mld di dollari). Tra gli analisti c’è chi ritiene che il ritorno ibrido negli uffici nel mondo aziendale è un’opportunità per Zoom di differenziarsi ed eccellere.
Nel corso della pandemia milioni di utenti in tutto il mondo si sono rivolti all’app Zoom per videochiamate e altre funzionalità e nel 2020 il titolo ha quasi quintuplicato il proprio valore in Borsa e i ricavi sono esplosi. Boom continuato anche in questo primo scorcio di 2021: il trimestre chiuso al 30 aprile ha visto un +191% delle entrate. Zoom ritiene che la crescita rallenterà nel corso dell’anno in scia al progressivo ritorno agli uffici e indica una crescita del fatturato del 50% per l’intero anno fiscale.

Buffett non è convinto: ‘Meglio il telefono’

Non è invece scoppiato l’amore tra Warren Buffett e Zoom. “Non sono un ragazzo di Zoom”, ha detto l’investitore di 90 anni. “Non vedo alcun vantaggio particolare. Preferisco avere i piedi sulla scrivania e trovo il telefono uno strumento molto soddisfacente”.
Munger ritiene invece che difficilmente nella nuova normalità i viaggi d’affari torneranno ai livelli pre-pandemia e la domanda di uffici rimarrà bassa poiché molti lavoratori avranno probabilmente la flessibilità di lavorare da casa. “Penso che molti viaggi d’affari non torneranno mai più. Due riunioni all’anno di persona e il resto Zoom. E penso che sia qui per restare”, sentenzia Munger.
Murger ritiene alquanto improbabile un ritorno alla normalità pre-pandemia. “Molte persone hanno scoperto che non hanno bisogno di stare in ufficio”.