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Icahn dopo liquidazione ETN Credit Suisse: “Troppi fondi pericolosi, mercato è un casinò trattato con steroidi”

un giorno “tutto ciò imploderà”, “probabilmente anche peggio del 1929”. Fondi leveraged sono “la faglia” che alla fine provocherà un terremoto a Wall Street e “investimento passivo è una bolla”.

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E ora, dopo la decisione di Credit Suisse di chiudere uno dei fondi più popolari utilizzati per scommettere contro il VIX, dai piani alti del mondo della finanza arriva una carrellata di rimproveri: l’investitore miliardario Carl Icahn alza la voce, affermando che sui mercati ci sono troppi prodotti finanziari esotici e rischiosi, e parla del rischio che un giorno i mercati saltino in aria per colpa loro.

Tutti questi ETN ed ETF, ha detto Icahn in un’intervista rilasciata alla Cnbc, sono un “casinò trattato con steroidi” e, soprattutto i fondi leveraged, sono “la faglia” che alla fine provocherà un terremoto a Wall Street.

Tra l’altro, per l’investitore miliardario, “questo è solo l’inizio”. Nella trasmissione di Cnbc “Fast Money Halftime Report, Icahn ha bollato il “mercato stesso over-leveraged” e ha predetto che un giorno “tutto ciò imploderà”, “probabilmente anche peggio del 1929”.

“Questo mercato è diventato un posto molto più pericoloso – ha avvertito, sottolineando come l’attuale volatilità sia un segnale precursore di problemiall’orizzonte – Ci sta dicendo qualcosa, ci sta lanciando un avvertimento”.

D’altronde, “gli investitori – fa notare – hanno puntato sui fondi indicizzati pensando che non sarebbero mai scesi. Il risultato è che “l’investimento passivo è una bolla, e questo rappresenta un grande pericolo”.

Allo stesso tempo, Icahn afferma di non ritenere che questo momento sia quello in cui tutto esploderà.

Il mercato “probabilmente rimbalzerà – ha continuato – Non credo che questo sia l’inizio della fine”.

Un articolo di Bloomberg definisce intanto queste ultime creazioni dei colossi di Wall Street una vera e propria bomba a orologeria del valore di $8 miliardi. Il riferimento è, nello specifico, a tutti quei prodotti finanziari legati al VIX che, in un’era di tassi bassi in tutto il mondo, hanno attratto gli investitori alla ricerca disperata di alti rendimenti come il miele con le api.

Alle banche è andata bene, visto che offrendo questi prodotti finanziari hanno incassato commissioni.

Almeno fino a quando il vento sui mercati è cambiato.

Dopo anni in cui è rimasta compressa, confermandosi grande assente sui mercati, la volatilità è tornata a farsi sentire a Wall Street, come certificato dal balzo spettacolare dell’indice che lo monitora, il CBOE Volatility Index (VIX), pari a +300% nell’ultimo mese.

La scommessa su cui aveva puntato il fondo ETN di Credit Suisse, ovvero il VelocityShares Daily Inverse VIX Short-Term ETN (XIV) – che prima di questa settimana aveva raccolto dagli investitori ben $1,9 miliardi, si è confermata improvvisamente a perdita -.

L’ETN del colosso svizzero, così come altri fondi, scommetteva infatti contro la volatilità, puntava sul fatto che il VIX rimanesse praticamente ai valori stracciati degli ultimi mesi.

Ma a cadere sono stati diversi altri fondi che avevano puntato sulla stessa scommessa.

Bloomberg riporta che più di una decina di altri fondi ha visto il proprio valore crollare a zero.

Tra le banche attive nel business, Barclays è stata la prima a vendere ETN legati alla volatilità Usa, il fondo VXX. Oltre a Credit Suisse, nel giro di scommesse accumulate nel corso degli ultimi anni, si è fatta notare anche la presenza di UBS e Citigroup. Il colosso elvetico non è stato l’unico a liquidare il suo fondo.

Anche la banca giapponese Nomura ha annunciato la chiusura di un prodotto simile, che premiava chi scommetteva contro la volatilità, porgendo ai clienti “le scuse dal profondo del nostro cuore, per aver provocato grandi inconvenienti agli investitori“.