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I lavori più richiesti a gennaio 2020, è caccia a laureati. Fermento nei settori dei servizi

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E’ caccia ai laureati in questo primo scorci d’anno. A gennaio sono previste infatti 461mila nuovi ingressi nelle imprese, 20mila in più rispetto allo scorso anno (+4,5%) e a trainare la domanda di lavoro nel settore privato è soprattutto la ricerca di laureati: più dell’80% delle 20mila entrate aggiuntive rispetto allo scorso anno è destinato a quanti sono in possesso di un titolo di studio universitario. Sono le indicazioni che emergono dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. Dallo studio si evidenzia che a crescere è in particolar modo la domanda di laureati negli indirizzi architettura (+45% rispetto all’anno scorso), economia (+34%), ingegneria civile e ambientale (+29%), ingegneria elettronica e dell’informazione (+28%) nonché nell’indirizzo scientifico, matematico e fisico (+25%).

Per quanto riguarda la dinamica settoriale, su circa 215mila imprese con dipendenti che hanno messo in programma assunzioni a gennaio, soprattutto quelle dei servizi si segnalano per la più consistente crescita della domanda di lavoro, con dati che si presentano positivi per il commercio (+9%), il turismo (+7%), i servizi informatici e di telecomunicazione (+16%) e i servizi a contenuto specialistico e consulenziale di supporto alle imprese (+20%). Importante anche il segnale di crescita che viene dalle costruzioni (+18% le entrate rispetto a gennaio 2019), legato probabilmente sia ad una accelerazione degli investimenti urbani e in infrastrutture, sia al mercato delle ristrutturazioni edilizie. L’industria manifatturiera registra, invece, ancora difficoltà diffuse risentendo maggiormente del rallentamento della domanda estera. La flessione delle assunzioni programmate per l’avvio del 2020 rispetto al 2019 riguarda soprattutto la chimica, la farmaceutica, la plastica e la gomma (nel complesso -14%), il comparto moda (-8%), la metalmeccanica e la meccatronica (-4% le industrie metallurgiche dei prodotti in metallo; -3% le industrie meccaniche ed elettroniche).

A livello territoriale è il Nord Ovest a registrare il più elevato tasso di entrata, con il 4,1% a fronte di un valore medio nazionale del 3,7%, grazie in particolare agli andamenti attesi in Lombardia (4%). Umbria (3%), Toscana, Marche e Puglia (3% ciascuna) sono invece le regioni che presentano previsioni più contenute.