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Grecia: Eurogruppo sblocca gli aiuti, sì all’alleggerimento debito con misure progressive

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grecia, eurogruppoGli ultimi sviluppi della saga Grecia hanno soddisfatto le aspettative. L’Eurogruppo ha trovato l’accordo sul versamento degli aiuti alla Grecia e su alcune misure aggiuntive per l’alleggerimento del debito di Atene, condizione sine qua non per la partecipazione del Fondo monetario internazionale al piano di sostegno. “Siamo arrivati a un accordo”, ha annunciato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, dopo una riunione fiume a Bruxelles, durata quasi 11 ore. 

Al via gli aiuti
Nella notte tra martedì e mercoledì, i ministri delle Finanze della zona euro hanno deciso di sbloccare i nuovi aiuti per un ammontare complessivo di 10,3 miliardi di euro. Una prima tranche da 7,5 miliardi verrà versata a giugno, mentre la successiva dopo l’estate. Una tappa importante per mettere in atto il programma di sostegno finanziario (il terzo dal 2020), concordato l’estate scorsa, ma bloccato ormai da mesi. Ad aiutare a prendere questa decisione sono stati gli sforzi fatti dal governo ellenico. Oltre alla riforma delle pensioni, Atene ha approvato nel fine settimana una serie di nuove misure di austeriotà, tra cui l’aumento dell’Iva al 24% e l’introduzione di nuove tasse, scatenando proteste in tutto il Paese (leggi QUI). “Di fronte alle azioni compiute dalla parte greca, non è stata una sorpresa vedere l’Eurogruppo dare il via libera al completamento della prima revisione del terzo programma e, di conseguenza, al versamento della seconda tranche”, ha commentato Paolo Pizzoli, analista di ING.
La delicate questione del debito
Le aspettative erano invece meno ottimiste per quanto riguarda la delicata questione del debito della Grecia. Ma anche in questo caso sono stati compiuti alcuni progressi al fine di mantenere l’Fmi a bordo nel piano di sostegno finanziario. E anche se nessun haircut è stato menzionato, l’Eurogruppo si è accordato su un pacchetto di misure destinate ad alleggerire il debito di Atene, pari a 180% del Pil nazionale. Queste misure saranno implementate in maniera progressiva.
La Germania si era opposta duramente all’opzione di alleggerire il debito greco, prima della fine del terzo piano di aiuti, vale a dire prima del 2018, o più precisamente prima delle elezioni tedesche nel 2017. Ma allo stesso tempo, la Germania teneva alla partecipazione dell’Fmi al programma di aiuti. “Un accordo potrà esserci solo se ci sarà anche il Fmi”, aveva ribadito ieri il Ministro delle finanze tedesche, Wolfgang Schaeuble. 
Sarà sufficiente per assicurarsi la partecipazione dell’Fmi? “Non è certo, ma gli sviluppi di ieri danno un certo ottimismo – risponde Pizzoli – L’annuncio da parte del Fondo che raccomanderà al Comitato esecutivo di approvare l’accordo finanziario prima della fine del 2016 sembra incoraggiante”. Tutto sommato, ieri notte l’Eurogruppo ha fornito una buona dose di rassicurazione nel breve termine. Con un mese di distanza dal referendum sulla Brexit nel Regno Unito, i partner dell’Ue sono riusciti a neutralizzare il rischio di default a breve termine per la Grecia.