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Goldman Sachs lancia nuove Obbligazioni Callable Tasso Fisso in USD con durata 3 e 10 anni

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Nuova emissione targata Goldman Sachs con vista sugli Stati Uniti. Il colosso bancario americano ha deciso di arricchire la propria gamma di obbligazioni emettendo sul mercato MOT di Borsa Italiana le nuove Obbligazioni Goldman Sachs Callable Tasso Fisso in Dollari Statunitensi che offrono agli investitori flussi cedolari annuali fissi nella valuta di denominazione ed il rimborso integrale del valore nominale a scadenza pari a 2.000 dollari per ciascun prodotto. È prevista, annualmente, a partire dal secondo anno, la facoltà per Goldman Sachs di rimborsare anticipatamente le obbligazioni al 100% del valore nominale in dollari. In tal caso la durata dei bond risulterebbe inferiore, con conseguente diminuzione dei proventi complessivi dell’investimento.
Nel dettaglio, l’obbligazione con ISIN XS1970502255 ha durata di 3 anni e paga una cedola fissa annuale pari a 0,60% lordo (0,444% netto) nella valuta di denominazione fino a scadenza (31 marzo 2024) o fino alla data di un eventuale rimborso anticipato. Il prodotto con ISIN XS1970502339 ha invece una durata di 10 anni e offre agli investitori flussi cedolari annuali fissi pari a 2,50% lordo (1,85% netto) fino a scadenza (31 marzo 2031) o fino alla data di un eventuale rimborso anticipato.

Goldman Sachs, a sua discrezione, potrebbe rimborsare anticipatamente le obbligazioni, ad esempio, quando il proprio costo di rifinanziamento risulti più basso rispetto al tasso di interesse corrisposto dai bond. In tali circostanze gli investitori sono esposti al rischio di reinvestimento dell’importo ricevuto a titolo di rimborso da Goldman Sachs ad un tasso di interesse effettivo di mercato inferiore a quello delle obbligazioni rimborsate.
Il pagamento delle cedole ed il rimborso del capitale avvengono in Dollari Statunitensi, pertanto il rendimento complessivo espresso in euro è esposto al rischio derivante dalle variazioni del rapporto di cambio. Ciò vuol dire che, nel caso di deprezzamento della valuta di denominazione rispetto all’euro, l’investimento potrebbe generare una perdita in euro.
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