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Generali, non solo Cattolica: punta anche a ramo asset management dell’olandese NN Group. Ma non è la sola: in corsa anche Intesa SanPaolo

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Intesa SanPaolo e Generali rivali per l’acquisizione della divisione di asset management di NN Group, compagnia assicurativa olandese. L’interesse del Leone di Trieste è stato riportato nelle ultime ore dalle agenzie di stampa Bloomberg e Reuters.
Secondo alcuni rumor di mercato Intesa SanPaolo (nella foto l'AD Carlo Messina) e Generali sarebbero in corsa per la divisione di asset management del gruppo olandese NNIn particolare, Reuters ha scritto che Generali avrebbe presentato un’offerta non vincolante per la divisione di asset management, sulla base di quanto appreso da due fonti vicine al dossier. Il valore dell’operazione, ha riferito una delle due fonti, potrebbe essere di 1,5 miliardi di euro circa.

L’offerta alla divisione olandese di NN Group sarebbe arrivata pochi giorni dopo il grande annuncio di inizio  settimana, con cui Generali ha comunicato il lancio di un’Opa da 1,17 miliardi di euro sulla rivale domestica Cattolica.
Reuters fa notare che, nel giorno in cui ha annunciato l’offerta su Cattolica, Generali aveva a disposizione altri 2,3 miliardi di euro da utilizzare per eventuali ulteriori operazioni di acquisizione, in base all’attuale piano industriale.
Nessun commento è stato rilasciato dall’olandese NN Group che, tuttavia, proprio nel mese di aprile aveva dichiarato di star considerando la vendita dell’unità di asset management, NN Investment Partners, tra le altre opzioni.
Riguardo all’interesse di Intesa SanPaolo sugli stessi asset, il quotidiano Il Messaggero riporta oggi la notizia, comunicata inizialmente da Reuters, relativa alla decisione della più grande banca italiana di presentare anch’essa un’offerta non vincolante per il ramo di asset management dell’assicuratore olandese.
Viene ricordato che per NN Investment Partners sarebbero in corsa anche “Dws, società di gestione del risparmio di Deutsche Bank, i colossi Allianz e Ubs, oltre a diversi gestori internazionali, alcuni dei quali statunitensi”.
Intanto lnelle ultime ore l’agenzia di rating Fitch ha confermato il giudizio sulla solidità finanziaria (Insurance Financial Strength – IFS) di Generali a “A-“. Fitch ha confermato anche il giudizio ‘BBB+’ sul merito di credito (Issuer Default Rating – IDR), con outlook che rimane stabile. La decisione, si legge nella nota, segue l’annuncio da parte di Generali di un’offerta pubblica di acquisto volontaria per cassa sulla totalità delle azioni ordinarie di Cattolica di Assicurazione non possedute da Generali per un ammontare pari a circa 1,2 miliardi di euro. Su base pro-forma, Fitch si attende che l’acquisizione risulti complessivamente neutrale dal punto di vista della capitalizzazione, della leva finanziaria e del profilo di rischio d’investimento di Generali.
Da segnalare che NN Investment Partners gestisce asset per un valore di 300 miliardi di euro.
A spingere per la sua vendita, secondo quanto aveva riportato il Financial Times, è stato probabilmente l’investitore attivista Elliott Management di Paul Singer,che detiene una partecipazione del 3% nel gruppo assicurativo, che ha una capitalizzazione superiore ai 13 miliardi di euro.
Sulla banca gestita da Carlo Messina, c’è da dire che proprio gli ultimi dati di aprile hanno confermato Intesa SanPaolo al primo posto nel risparmio gestito sia in termini di raccolta e patrimonio, attraverso le sue società di asset management Eurizon, Fideuram Investimenti AM e Pramerica. La raccolta netta si è attestata nel mese a 655,6 milioni di euro, a fronte di un patrimonio di 521,7 miliardi.

La nota di Equita SIM

“Secondo quanto riportato da Bloomberg, Generali sarebbe tra i pretendenti di NN Investment Partners, ie la divisione asset management del gruppo olandese NN Group. Tra i soggetti interessati ci sarebbero anche UBS, Allianz, DWS e diversi operatori americani. Il Messaggero riporta che anche Intesa potrebbe essere un potenziale buyer. Al 2020, NN Investment Partners aveva realizzato un utile operativo di 152 milioni (161 milioni nel 2019) e un utile netto di 111 milioni, con 300 miliardi di AUM, di cui c.200 miliardi relativi ai premi assicurativi Vita di NN e più di 100 miliardi di terze parti. Secondo le indiscrezioni, la business unit sarebbe valutata 1,5 miliardi circa, ovvero un P/E di 14 volte, che riteniamo ragionevole e sostanzialmente allineato con le valutazioni di settore”.
Equita SIM continua scrivendo che “l’operazione sarebbe pienamente consistente con la strategia di M&A di Generali, finalizzata a crescere ulteriormente nell’Asset Management e ad incrementare gli AUM gestiti per conto terzi. Anche le dimensioni dell’operazione sarebbero coerenti con il target della compagnia di dedicare in Arco Piano (2019-21) 3-4 miliardi per la crescita inorganica”.
“In particolar modo – spiega la SIM – l’eventuale acquisizione di NN Investment Partners permetterebbe di incrementare del 25% circa l’utile operativo della divisione AM (sulla nostra stima 2021) e di oltre il 30% gli AUM. Preliminarmente vedremmo spazio per sinergie sia di ricavo che di costo, considerando che nel 2020 NN Investment Partners aveva un ratio Fees/Average AUM di 15 punti base (vs 18 punti base di G o 16bps ex performance fees) e un C/I del 65% (vs 45% di G). Il titolo tratta con un 2021-22E P/E = 9,2 volte”.