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Generali: la difesa di Bernheim davanti a Draghi e Padoa-Schioppa

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Gestire un attacco non è cosa facile. E’ ancora più difficile se l’attacco è portato alla poltrona della presidenza di Generali e se viene considerato come ingiusto e guidato. Anttoine Bernheim si è recato in visita dal ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa, e dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi, per ribadire l’intenzione di difendere la propria posizione e il proprio operato. “Non mi dimetto”, avrebbe detto sottolineando i rischi di instabilità che derivererbbero alla compagnia da un suo abbandono.


Secondo indiscrezioni riportate ieri dal quotidiano La Repubblica, a muovere i fili dell’intervento del fondo Algebris sul Leone di Trieste ci sarebbe Cesare Geronzi, intenzionato a sostituire l’attuale presidente con Claudio Costamagna, uno degli advisor dell’operazione di fusione tra Unicredit e Capitalia. Un’indiscrezione che lo stesso fondo hedge guidato da Davide Serra si è affrettato a smentire come prive di fondamento attraverso un comunicato: “Algebris vuole  incoraggiare altri azionisti di Generali ad una unilaterale e libera condivisione del proprio punto di vista, ma non ha stipulato accordo alcuno con altri soggetti avente ad oggetto l’iniziativa intrapresa, l’esercizio del diritto di voto o di altri diritti connessi alle azioni Generali o obblighi di preventiva consultazione per l’esercizio di tutti i diritti spettanti agli azionisti della società”.


E tuttavia, la lettera di Algebris non ha mancato di sollevare un gran polverone in Generali. Polverone che, considerata la centralità dell’istituto assicurativo negli equilibri dell’alta finanza italiana, lambisce anche Intesa-Sanpaolo, Mediobanca e Unicredit. E se il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa-Sanpaolo, Giovanni Bazoli, si dichiara “spettatore interessato” e favorevole a una Generali indipendente e sempre più forte, Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca si è dichiarato pronto ad accettare le possibilità di miglioramento offerte a condizione che siano “valutate negli organi preposti, nei cda delle società partecipate”. Più vicina alla posizione del presidente del Leone appare quella del vice-presidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona, spintosi a richiamare un intervento della Consob contro i fondi locusta.


Nel frattempo le azioni Generali hanno fatto un gran balzo in Borsa, arrivando a guadagnare quasi 9 punti percentuali, spingendo alcuni analisti di mercato a indicare la via della prudenza. Gli esperti di Jp Morgan hanno abbassato il rating del Leone di Trieste a neutral da overweight, con un prezzo obiettivo a 32,80 euro proprio in virtù del forte rialzo incamerato dal titolo a partire dallo scorso 23 ottobre.


I titoli Generali hanno avviato le contrattazioni con un ribasso di oltre un punto percentuale.