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Gas russo, George Soros sceglie Draghi per il suo messaggio all’Europa: così potete battere Putin. L’idea della ‘tassa pesante’ contro Mosca

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George Soros scrive a Mario Draghi lanciando un messaggio ben preciso all’Ue. Sulla questione del gas russo, si legge nella missiva il cui testo è stato riportato da Bloomberg, l’Europa ha più potere nei confronti della Russia di Vladimir Putin di quanto pensi.

Il motivo, per il tycoon, è semplice: “L’Europa è il suo unico mercato”, si legge nella lettera inviata al presidente del Consiglio, che porta la data del 23 maggio.

E’ stato Soros stesso a dare la notizia del messaggio inviato a Mario Draghi. Perché a lui? Perchè è un leader che ha “iniziativa e immaginazione e l’alta reputazione” di cui c’è bisogno per affrontare Mosca e, anche, per far progredire il progetto federalista dell’Europa stessa.

Quello che serve “è fare un passo in avanti verso un’Europa parzialmente federale, sarebbe un vantaggio enorme” – continua il filantropo – questa Europa è più forte di quanto si creda, visto che “è il solo mercato di sbocco russo”; il che significa che, “nel caso in cui (Putin) non potesse più rifornire l’Europa, dovrebbe chiudere i pozzi della Siberia da cui il gas proviene.

“Ci vuole tempo per chiuderli, e una volta chiusi, è difficile riaprirli, in quanto le attrezzature sono vecchie”.

Soros su gas Russia: ‘Putin è riuscito a terrorizzare l’Europa’

“Io credo che Putin sia stato molto bravo nel ricattare l’Europa, minacciando di chiudere i rubinetti del gas, ma la verità è che la sua posizione è molto meno forte di quanto lui stesso faccia finta che sia – ha detto Soros da Davos – Pur in una situazione di crisi, è riuscito in qualche modo a terrorizzare l’Europa”.

Detto questo, il finanziere ha messo in evidenza il tallone di Achille del capo del Cremlino, ricordando che, l’anno scorso, invece di esportare il gas verso l’Europa, Putin aveva deciso di aumentare lo stoccaggio di gas, con il presentarsi del cosiddetto Global Energy Crunch, successivamente al reopening delle economie dai lockdown imposti dalla pandemia Covid, dunque ben prima della guerra in Ucraina.

La decisione di aumentare lo stoccaggio di gas aveva fatto aumentare i prezzi, facendo sì che Mosca incassasse un bel po’ di entrate.

Ora però quegli stessi impianti di stoccaggio traboccano di gas, destinati a essere stracolmi a luglio, in un contesto in cui la Russia, ha detto Soros, non ha altri grandi sbocchi dove far fluire il gas, oltre all’Europa.

Soros dà altri dettagli su come l’Europa dovrebbe rispondere al ricatto di Putin sul gas e sul petrolio.

Una volta resasi conto del potere negoziale di cui dispone, l’Ue deve muoversi al più presto, imponendo una “tassa pesante sulle importazioni di gas, in modo che il prezzo al consumo non scenda”, e  incassando così “un gettito da utilizzare per sostenere i poveri e investire in energia verde”.

Così facendo, “la Russia non recupererà mai le vendite che ha perso” e l’Ue avrà dato un forte segnale di unità, assestando un colpo al “dittatore” Putin, scrive ancora Soros.

Soros: con guerra Ucraina rischio Terza Guerra Mondiale

A Davos in occasione del World Economic Forum, il filantropo ha avvertito nel corso di una cena che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia potrebbe scatenare una Terza Guerra Mondiale, a cui la civiltà potrebbe non riuscire a sopravvivere:

“Dobbiamo mobilitare tutte le nostre risorse per far finire la guerra. Il modo migliore e forse l’unico modo per preservare la nostra civiltà è sconfiggere Putin il prima possibile“.

Non è mancata neanche la dura stoccata alla scelta compiuta dall’ex cancelliera tedesca Angela Merkel relativa a quell’accordo con il Cremlino per la costruzione del gasdotto Nord Stream 2.

Una forte strigliata indirizzata a Merkel era arrivata poco dopo l’inizio della guerra in Ucraina anche dal quotidiano britannico Financial Times, che aveva lanciato un appello all’Europa affinché recidesse quel cordone ombelicale che la tiene tuttora legata alla Russia di Putin, a causa della sua dipendenza dal gas russo.

L’FT ricordava che dalla Russia proviene il 40% delle importazioni europee di gas.

L’Europa ha già “perso l’opportunità di ridurre questa dipendenza dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin del 2014“, sottolineava il quotidiano britannico, che ricordava, anzi, come le importazioni energetiche dalla Russia fossero salite in quel periodo, per sostituire il minor utilizzo del carbone e la decisione della Germania di dire addio all’energia nucleare”,  decisione che venne ufficializzata nel 2011.

“Questo sbaglio – scriveva il quotidiano britannico – è stato peggio di una semplice negligenza”.

Non solo. L’FT in primis ha puntato un ditocontro la “cancelliera (tedesca) Angela Merkel”, che “supervisionò il lancio del Nord Stream 2 nel 2018, aiutando attivamente Putin guadagnare un vantaggio strategico. C’è voluta l’aggressione della scorsa settimana (dell’Ucraina da parte della Russia, 24 febbraio 2022) per convincere il suo successore (cancelliere Olaf Sholz) a sospendere la certificazione di un gasdotto già completato”.

Responsabilità storiche a parte, George Soros ora invita l’Europa a guardare avanti. Rivolgendosi direttamente a Draghi.